Giuseppe Pieroni una delle tre vittime dell'esplosione di Porto Sant'ElpidioGiuseppe Pieroni una delle tre vittime dell'esplosione di Porto Sant'Elpidio

Per oltre nove ore i soccorritori hanno cercato una donna rimasta sotto il crollo

Con il passare delle ore la speranza ha lasciato spazio al dolore. Si aggrava infatti il bilancio della tragedia che ha colpito Porto Sant’Elpidio, dove all’alba di sabato 6 giugno una violenta esplosione ha provocato il crollo di una palazzina in via Trentino.

Le vittime sono salite a tre. Dopo il ritrovamento senza vita di Giuseppe Pieroni, 47 anni, nel pomeriggio i soccorritori hanno individuato anche il corpo di Ettorina Paccapelo, 89 anni, che risultava dispersa da oltre nove ore. A rendere ancora più drammatico il quadro è stata poi la notizia arrivata dall’ospedale regionale di Torrette ad Ancona: Romano Cerquetti, 60 anni, figlio dell’anziana, estratto vivo dalle macerie nelle prime ore successive al crollo, non ce l’ha fatta.

La lunga giornata delle ricerche tra le macerie

Per tutta la giornata vigili del fuoco e squadre specializzate hanno lavorato senza sosta tra ciò che resta dell’edificio, completamente sventrato dall’esplosione.

La ricerca della donna dispersa è andata avanti per ore grazie all’impiego di unità cinofile, droni e specialisti dell’USAR (Urban Search and Rescue). Quando il corpo dell’anziana è stato localizzato sotto le macerie, la speranza di un miracolo si è purtroppo spenta definitivamente.

Quasi nello stesso momento è arrivata dall’ospedale di Ancona la notizia del decesso di Romano Cerquetti, ricoverato in condizioni gravissime dopo essere stato estratto vivo dal crollo.

Una doppia tragedia che ha colpito la stessa famiglia e che ha profondamente scosso l’intera comunità cittadina.

Chi sono le vittime del crollo

Tra le vittime c’è Giuseppe Pieroni, informatico e contitolare di una piccola azienda locale, che viveva nell’appartamento insieme ai genitori.

I due anziani, Savino Pieroni, 89 anni, e la moglie Vittoria Lanciotti, 70 anni, sono stati invece salvati dai soccorritori e trasferiti all’ospedale di Torrette, dove restano ricoverati.

Al piano inferiore abitavano Ettorina Paccapelo e il figlio Romano Cerquetti. Per entrambi, purtroppo, non c’è stato nulla da fare.

L’ipotesi della fuga di gas

Sulle cause della tragedia gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma l’ipotesi che al momento appare più accreditata è quella di una fuga di gas.

Secondo una prima ricostruzione, il gas potrebbe aver saturato una stanza dell’appartamento al secondo piano. L’accensione di una luce o di un dispositivo elettrico avrebbe quindi provocato la deflagrazione che ha causato il collasso della struttura.

L’onda d’urto è stata avvertita ben oltre l’edificio crollato. Finestre, serrande e vetrine sono state danneggiate in un raggio di circa cento metri.

Molti residenti hanno raccontato di essere stati svegliati da un boato violentissimo.

“Sembrava una fortissima scossa di terremoto”, hanno riferito alcuni abitanti della zona, riversatisi immediatamente in strada.

Oltre 60 vigili del fuoco impegnati nei soccorsi

L’intervento ha richiesto una massiccia mobilitazione di mezzi e personale proveniente anche da fuori regione.

Oltre 60 vigili del fuoco hanno operato sul luogo del disastro, compresi circa 40 specialisti USAR, unità cinofile, piloti di droni e personale dedicato alle comunicazioni di emergenza.

Il sindaco di Porto Sant’Elpidio, Massimo Ciarpella, ha parlato di una “straordinaria mobilitazione di forze dell’ordine e soccorritori”, ringraziando tutti coloro che hanno partecipato alle operazioni.

Una comunità sotto shock

Sul posto sono arrivati nel corso della giornata il prefetto di Fermo, il governatore delle Marche Francesco Acquaroli, i vertici delle istituzioni locali e gli inquirenti chiamati a fare luce sulle cause dell’esplosione.

Anche dal mondo politico nazionale sono giunti messaggi di cordoglio. Tra questi quello del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e all’intera comunità di Porto Sant’Elpidio.

Quando le operazioni di recupero saranno completate, inizierà la fase delle consulenze tecniche disposte dalla Procura. Saranno gli accertamenti a stabilire con precisione cosa abbia trasformato una tranquilla alba di inizio estate in una tragedia che Porto Sant’Elpidio difficilmente dimenticherà.

Di Giuseppe D'Alto

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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