Preston Davey e Polizia del LancashirePreston Davey e Polizia del Lancashire

Preston Davey era stato accolto nella nuova famiglia pochi mesi prima del decesso

Una vicenda che ha profondamente colpito il Regno Unito si è conclusa con un verdetto destinato a far discutere. La Crown Court di Preston ha riconosciuto colpevoli Jamie Varley, 37 anni, insegnante e responsabile di classe in una scuola secondaria, e il compagno John McGowan-Fazakerley, 32 anni, manager nel settore finanziario, per una serie di gravi reati legati alla morte del piccolo Preston Davey, avvenuta nel luglio del 2023.

La sentenza definitiva nei confronti dei due uomini sarà pronunciata nei prossimi giorni dal giudice Turner.

La storia del piccolo Preston

Preston era nato nel giugno del 2022 e, pochi giorni dopo la nascita, era stato affidato ai servizi sociali del Comune di Oldham.

Dopo circa dieci mesi trascorsi presso una famiglia affidataria, il bambino era entrato nel percorso che lo aveva portato all’adozione. Nell’aprile del 2023 aveva iniziato a vivere con la coppia a Blackpool, dopo il completamento delle procedure previste dalle autorità competenti.

Quella che avrebbe dovuto rappresentare una nuova fase della sua vita si è però conclusa tragicamente dopo pochi mesi.

Le indagini e gli accertamenti medici

Il 27 luglio 2023 il bambino venne trasportato in ospedale in condizioni critiche. In un primo momento fu riferita una ricostruzione che attribuiva quanto accaduto a un incidente domestico.

Gli approfondimenti successivi hanno però portato gli investigatori a seguire una pista diversa.

L’autopsia ha escluso l’annegamento e ha evidenziato una causa del decesso differente. Gli esami medico-legali hanno inoltre documentato oltre 40 lesioni sul corpo del bambino, elemento che ha avuto un ruolo centrale nel procedimento giudiziario.

Durante il processo è emerso inoltre che il piccolo era stato visitato più volte da personale sanitario nei mesi precedenti e che diversi operatori sociali avevano avuto contatti con la famiglia.

Il processo durato otto settimane

La vicenda è stata esaminata dalla Crown Court di Preston nel corso di un processo durato circa due mesi.

Dopo oltre 14 ore di camera di consiglio, la giuria ha raggiunto i verdetti di colpevolezza nei confronti dei due imputati.

Secondo quanto emerso in aula, la morte del bambino sarebbe maturata al termine di un periodo caratterizzato da comportamenti gravemente lesivi nei suoi confronti.

Nel corso delle udienze sono stati analizzati referti medici, testimonianze, materiale acquisito dagli investigatori e le relazioni degli esperti incaricati dalla procura.

Le parole degli investigatori

L’ispettore capo Andy Fallows, responsabile delle indagini per la polizia del Lancashire, ha definito il caso tra i più difficili affrontati nella sua carriera.

Secondo gli investigatori, il bambino avrebbe dovuto trovare nella nuova famiglia un ambiente sicuro e protetto. Per questo motivo il procedimento ha suscitato particolare attenzione nell’opinione pubblica britannica.

Anche Karen Tonge, rappresentante del Crown Prosecution Service, ha parlato di un caso particolarmente complesso e doloroso per tutte le persone coinvolte.

Avviata una revisione sulle procedure di tutela

Dopo la conclusione del processo, il Consiglio comunale di Oldham ha confermato l’avvio di una revisione indipendente sulle procedure di protezione dei minori.

Anche Adoption Now, l’agenzia regionale che segue i percorsi adottivi, ha annunciato la piena collaborazione con le verifiche in corso, sottolineando come le procedure di valutazione degli aspiranti genitori adottivi prevedano controlli approfonditi.

L’obiettivo della revisione sarà comprendere se vi siano stati segnali che avrebbero potuto richiedere ulteriori approfondimenti e indivi

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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