Alexandra Walker, il suo compagno e la piccola IsabelleAlexandra Walker, il suo compagno e la piccola Isabelle

Orrore in Regno Unito: dopo l’arrivo del nuovo compagno della madre, sarebbe stata sottoposta a settimane di violenze culminate nella morte

Una bambina di appena due anni, una lunga sequenza di violenze e una sentenza destinata a segnare uno dei casi di cronaca più drammatici degli ultimi anni nel Regno Unito. Alexandra Walker, 26 anni, e il compagno Harrison Simpson, 22 anni, sono stati condannati all’ergastolo per la morte della piccola Isabelle Welsh, deceduta dopo settimane di maltrattamenti nella loro abitazione di Thornaby, nel Teesside.

Secondo quanto ricostruito durante il processo celebrato davanti alla Teesside Crown Court, la bambina sarebbe stata vittima di una sistematica escalation di violenze dopo che il nuovo compagno della madre era entrato a far parte della loro vita, nel giugno 2025.

Da bambina serena a vittima di continue violenze

Per il tribunale non ci sono dubbi: prima dell’arrivo di Simpson, Isabelle era una bambina “felice, sana e piena di vita”.

Nel giro di poche settimane, però, la situazione sarebbe cambiata radicalmente. La piccola avrebbe subito continui maltrattamenti che le provocarono 21 fratture, oltre a numerose altre lesioni.

La giudice Norton ha definito quanto accaduto una vera e propria campagna di violenze, perpetrata proprio da chi avrebbe dovuto proteggerla.

Secondo la Corte, Walker e Simpson sono stati “ugualmente e congiuntamente responsabili” della morte della bambina, costruendo un “muro di silenzio, menzogne e occultamenti” per nascondere quanto accaduto.

La mattina della tragedia

La ferita mortale sarebbe stata inflitta il 13 settembre 2025.

Secondo gli esperti, Isabelle riportò una devastante frattura del cranio e una gravissima lesione cerebrale, incompatibile con la sopravvivenza.

I giudici non sono riusciti a stabilire quale dei due imputati abbia materialmente provocato il trauma fatale. Tra le ipotesi formulate durante il processo vi è quella che la bambina sia stata violentemente scossa oppure scaraventata contro una superficie rigida.

Walker ha raccontato di essersi addormentata dopo aver assunto alcol e droga e di aver trovato successivamente la figlia ferita nella culla, ma la sua versione è stata ritenuta inattendibile.

L’attesa prima di chiamare i soccorsi

Uno degli aspetti più duri emersi durante il processo riguarda il comportamento della madre dopo aver trovato la figlia in fin di vita.

Secondo l’accusa, invece di chiedere immediatamente aiuto, Walker avrebbe aspettato oltre un’ora prima di chiamare i soccorsi.

Nel frattempo avrebbe spostato la bambina, eliminato le tracce del consumo di cannabis nell’abitazione e si sarebbe perfino allontanata per fumare una sigaretta.

Per la giudice, quel ritardo dimostra che la donna fosse più preoccupata delle possibili conseguenze giudiziarie che delle condizioni della figlia.

Le bugie ai medici e le occasioni perdute

Il processo ha ricostruito anche i numerosi episodi di violenza precedenti alla morte.

Ogni volta che Isabelle riportava ferite, la madre avrebbe fornito spiegazioni false ai medici per giustificarle.

Secondo quanto emerso in aula, alcuni sanitari avevano manifestato dubbi e avevano proposto di attivare le procedure di protezione per la bambina. Tuttavia quelle segnalazioni non furono approfondite perché altri professionisti ritennero credibile la versione raccontata dalla madre.

Per la Corte, un intervento tempestivo avrebbe potuto salvare la vita della piccola.

I sospetti sul compagno mai seguiti dai fatti

Durante il dibattimento è emerso che Walker aveva iniziato a nutrire dubbi sul comportamento del compagno.

La donna aveva perfino consultato il registro dei precedenti penali dopo aver trovato insolito il modo in cui Simpson si rapportava alla bambina, ad esempio insistendo per farle il bagno da solo.

Nonostante questi sospetti, la relazione è proseguita.

In aula è stato inoltre ricostruito come Walker facesse abitualmente uso di alcol e sostanze stupefacenti e fosse coinvolta anche nello spaccio di droga.

Le condanne

Al termine del processo, Harrison Simpson è stato riconosciuto colpevole di omicidio, maltrattamenti su minore e abusi sessuali ai danni della bambina. Dovrà scontare almeno 28 anni e sei mesi di carcere prima di poter chiedere eventuali benefici.

Alexandra Walker è stata invece condannata all’ergastolo per omicidio e maltrattamenti su minore, con una pena minima di 22 anni.

Per la giudice, entrambi hanno tradito il ruolo che erano chiamati a svolgere nella vita di Isabelle, lasciando che una bambina di appena due anni affrontasse settimane di sofferenze culminate in una morte che, secondo la Corte, avrebbe potuto essere evitata.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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