Camillo RuiniCamillo Ruini

Per quasi due decenni guidò la Cei e fu Vicario di Roma

La Chiesa italiana perde una delle sue personalità più autorevoli degli ultimi decenni. È morto il cardinale Camillo Ruini, storico presidente della Conferenza Episcopale Italiana e per molti anni Vicario Generale della Diocesi di Roma. Aveva 95 anni, compiuti lo scorso 19 febbraio.

Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate. Dopo un ricovero avvenuto nel settembre scorso per problemi renali, il cardinale era tornato nella sua abitazione, dove nelle ultime settimane era assistito da medici e infermieri, anche con supporto di ossigenoterapia.

Una vita ai vertici della Chiesa italiana

Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, Ruini è stato per oltre quindici anni uno dei volti più influenti del cattolicesimo italiano.

Dal 1991 al 2007 ha guidato la Conferenza Episcopale Italiana, mentre nello stesso periodo ha ricoperto il ruolo di Cardinale Vicario di Roma, incarico mantenuto fino al 2008. Una doppia responsabilità che lo ha reso una figura centrale nel rapporto tra la Santa Sede, le istituzioni e la società civile.

La sua presenza ha accompagnato alcune delle principali trasformazioni politiche e culturali dell’Italia contemporanea.

Il legame con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

Ruini è stato considerato uno degli uomini più vicini a Giovanni Paolo II e successivamente a Benedetto XVI, con il quale ha condiviso molte battaglie culturali e pastorali.

Negli anni successivi ha continuato a svolgere importanti incarichi all’interno della Chiesa, tra cui la presidenza della commissione internazionale di inchiesta su Međugorje e la guida del comitato scientifico della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI.

La sua influenza è andata ben oltre gli incarichi ufficiali, tanto da essere spesso indicato come una delle personalità più ascoltate negli ambienti ecclesiastici italiani.

I temi che hanno segnato il suo episcopato

Ruini è stato uno dei principali interpreti della cosiddetta stagione dei “valori non negoziabili”, sostenendo con fermezza le posizioni della Chiesa sui temi etici e bioetici.

Nel corso degli anni è intervenuto spesso nel dibattito pubblico italiano, contribuendo a rendere la voce della Chiesa un interlocutore centrale su questioni sociali, culturali e politiche.

Proprio questa sua capacità di incidere nel confronto pubblico lo ha reso una figura spesso al centro del dibattito nazionale, suscitando consenso e critiche ma mantenendo sempre un ruolo di primo piano.

Il cordoglio della Diocesi di Roma

In una nota ufficiale, la Diocesi di Roma ha ricordato il cardinale come una guida capace di lasciare un’impronta profonda nella vita ecclesiale italiana.

Nel messaggio viene sottolineata la sua capacità di interpretare i cambiamenti del Paese e di accompagnare la presenza dei cattolici nella società contemporanea, mantenendo saldo il riferimento ai valori cristiani.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al suo motto episcopale, “Veritas liberabit nos” (“La verità vi farà liberi”), che ha accompagnato tutta la sua attività pastorale.

L’ultimo giudizio su Giorgia Meloni

Negli ultimi mesi Ruini era tornato al centro dell’attenzione pubblica per alcune dichiarazioni rilasciate in occasione del suo 95° compleanno.

In un’intervista aveva espresso un giudizio positivo sulla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sia dal punto di vista politico sia personale. Pochi mesi prima i due avevano avuto un cordiale incontro durante una celebrazione dedicata a Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro.

Con la scomparsa di Camillo Ruini si chiude una delle pagine più significative della Chiesa italiana contemporanea. Per oltre vent’anni il cardinale ha rappresentato un punto di riferimento non soltanto per il mondo cattolico, ma anche per il dibattito pubblico e istituzionale del Paese.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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