Le drammatiche immagini da CaracasLe drammatiche immagini da Caracas

Sono già centinaia le vittime accertate: ma il bilancio è destinato a salire, tra i deceduti un italiano

Il Venezuela vive una delle pagine più drammatiche della sua storia recente. Un violento terremoto, con due fortissime scosse ravvicinate, ha devastato la capitale Caracas e soprattutto lo Stato costiero di La Guaira, dove interi quartieri sono stati ridotti in cumuli di macerie.

Il Ministero degli Esteri ha avuto conferma del decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, con parenti in Italia. L’uomo è rimasto coinvolto nel crollo di un edificio a La Guaira, a 30 chilometri da Caracas, una delle zone più colpite dal terremoto 

Il bilancio ufficiale parla, al momento, di 188 vittime e circa mille feriti, ma sono numeri destinati purtroppo ad aumentare. A preoccupare maggiormente sono infatti gli oltre 25mila dispersi, mentre centinaia di squadre di soccorso lavorano senza sosta nella speranza di trovare persone ancora in vita.

Palazzi crollati e incendi: “Sembrava la fine del mondo”

Le immagini diffuse nelle ultime ore restituiscono uno scenario apocalittico. Interi edifici sono collassati, altri risultano gravemente lesionati, mentre in diverse zone si sono sviluppati incendi provocati dalle fughe di gas.

I residenti raccontano attimi di autentico terrore.

“Tutto ci cadeva addosso. I televisori sono finiti a terra. Sembrava un film horror”, ha raccontato una donna ai media locali.

Un’altra testimone descrive il rumore della terra che tremava come “un boato terrificante”, durato quasi due minuti.

In rete stanno circolando anche i primi filmati impressionanti del terremoto: da un’abitazione che oscilla violentemente mentre alcune persone stavano guardando la partita dei Mondiali, fino ai video di edifici che collassano in pochi secondi sollevando enormi nuvole di polvere. Tra le immagini più commoventi c’è quella di un uomo che riesce a uscire vivo dalle macerie stringendo con sé i suoi due cani.

I soccorsi arrivano da tutto il mondo

Il Governo venezuelano ha dichiarato lo stato di emergenza. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha disposto la chiusura di scuole e tribunali e ha mobilitato tutto il personale sanitario disponibile.

Nel frattempo è partita una vasta macchina internazionale degli aiuti. Squadre specializzate stanno raggiungendo il Paese dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea, dal Messico e dalla Turchia. Anche l’Italia segue con attenzione l’evolversi della situazione.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato la disponibilità italiana a fornire assistenza, mentre la Farnesina monitora costantemente la situazione dei connazionali presenti nel Paese e della numerosa comunità italo-venezuelana.

La testimonianza dell’influencer: “È pieno di corpi sotto le macerie”

Tra le testimonianze che stanno facendo il giro dei social c’è anche quella dell’influencer casertano Alessandro Rosica, che si trovava a Caracas quando il violentissimo terremoto ha colpito il Venezuela. Attraverso una serie di dirette pubblicate sui suoi profili Instagram ha raccontato in tempo reale i momenti del sisma e le ore successive, segnate da paura e distruzione.

Rosica si trovava in un parco pubblico quando la terra ha iniziato a tremare. “Terremoto, fortissimo, stavo cadendo”, ha gridato durante una delle dirette. Con il passare delle ore, però, il racconto si è fatto ancora più drammatico. “È pieno di corpi sepolti, è una tragedia”, ha spiegato mostrando le conseguenze del sisma. L’influencer ha raccontato di essersi reso conto solo dopo quanto fosse stato vicino alla tragedia: “Potevo esserci io in quei palazzi. Dovevo rientrare a breve, ma ora è tutto rinviato e non possiamo muoverci. Si temono diecimila vittime”. Rosica ha documentato anche il salvataggio di un sopravvissuto ma soprattutto ha mostrato le terribili immagini dei soccorritori che scavano tra le macerie. Poi un pensiero alla figlia.

La paura è che il bilancio possa aggravarsi ancora

Secondo gli esperti, la tragedia è stata aggravata dalla successione di due violentissime scosse, rispettivamente di magnitudo 7.1 e 7.5, registrate a profondità relativamente basse, circostanza che ha amplificato gli effetti distruttivi in superficie.

Il Servizio Geologico degli Stati Uniti aveva ipotizzato, nelle prime valutazioni, uno scenario potenzialmente catastrofico. Proprio per questo cresce l’angoscia mentre continuano le ricerche delle migliaia di persone che risultano ancora disperse.

Le operazioni di soccorso sono rese ancora più difficili dai gravi danni alle infrastrutture: ponti lesionati, aeroporto chiuso e collegamenti interrotti rallentano l’arrivo degli aiuti nelle aree più colpite.

Ogni ora che passa aumenta la corsa contro il tempo. Sotto le macerie potrebbero esserci ancora migliaia di persone in attesa di essere salvate.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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