Il Gip di Sulmona ha disposto una misura cautelare non detentiva per la madre delle due sorelle ritrovate a Formia, il compagno e il nonno materno
Si chiude con una decisione diversa da quella richiesta dall’accusa il primo capitolo giudiziario del caso delle due sorelle di 16 e 12 anni, Alisya e Sarah, scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate dopo quindici giorni a Formia.
Il Gip del Tribunale di Sulmona ha infatti convalidato il fermo nei confronti della madre Valentina D’Acunto, del compagno Vincenzo Esposito e del nonno materno Marco D’Acunto, ma ha escluso la permanenza in carcere disponendo per tutti una misura cautelare non detentiva.
I tre dovranno rispettare l’obbligo di soggiorno nella provincia di Latina e l’obbligo di firma.
Cinque ore di interrogatorio davanti al Gip
La decisione è arrivata al termine di una lunga giornata trascorsa nel Palazzo di Giustizia di Sulmona.
Gli interrogatori di garanzia sono iniziati intorno alle 9.30 e si sono conclusi nel primo pomeriggio, dopo circa cinque ore. Tutti e tre gli indagati hanno scelto di rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari Giulia Sani.
Secondo quanto riferito dal difensore Enrico Mastantuono, gli assistiti hanno mantenuto un atteggiamento collaborativo durante tutto l’interrogatorio.
“La mia assistita ha sostanzialmente confermato quanto aveva già dichiarato”, ha spiegato il legale al termine dell’udienza.
L’accusa resta quella di sequestro di persona aggravato
Valentina D’Acunto, il compagno Vincenzo Esposito e il padre Marco D’Acunto erano stati fermati all’alba di lunedì, poche ore dopo il ritrovamento delle due ragazze nell’abitazione di una lontana parente della madre, a Formia.
La Procura contesta ai tre il reato di sequestro di persona aggravato in concorso, ipotesi accusatoria che resta al centro dell’inchiesta.
Il Gip ha ritenuto sussistenti i presupposti per la convalida del fermo, ma ha escluso la necessità della custodia cautelare in carcere, optando per misure meno afflittive.
Le indagini proseguono
La vicenda aveva attirato l’attenzione nazionale dopo la scomparsa delle due sorelle dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo, e le intense ricerche concluse con il loro ritrovamento dopo quindici giorni.
Gli investigatori continuano ora a ricostruire nel dettaglio quanto accaduto durante il periodo di allontanamento e il ruolo svolto dai tre indagati.
L’inchiesta della Procura di Sulmona proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori accertamenti per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

