Enzo Cuomo, la moglie Trini Adrian e la figlia Isabella vivevano a Caracas ed erano originari di Laviano
Le speranze si sono spente durante la notte italiana. A Caracas, in Venezuela, i soccorritori hanno recuperato i corpi di Enzo Cuomo, 63 anni, della moglie Trini Adrian, 53 anni, e della figlia Isabella, 22 anni, rimasti intrappolati sotto le macerie dell’edificio Petunia, nel quartiere residenziale di Los Palos Grandes, crollato dopo il devastante terremoto che mercoledì scorso ha colpito il Paese.
La famiglia, originaria di Laviano, in provincia di Salerno, abitava all’ultimo dei quattordici piani del palazzo, collassato sotto la violenza delle due fortissime scosse di magnitudo 7.2 e 7.5.
Per giorni parenti e amici avevano sperato in un miracolo, mentre i soccorritori scavavano senza sosta. Alla fine è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere.
L’edificio Petunia era considerato tra i più sicuri della zona
La tragedia assume contorni ancora più drammatici perché il palazzo in cui viveva la famiglia era ritenuto uno degli edifici più sicuri del quartiere.
L’immobile era già stato danneggiato dal terremoto del 1967 e, proprio per questo, era stato sottoposto nel corso degli anni a importanti interventi di adeguamento antisismico.
Misure che, però, non sono bastate a resistere alla devastante forza del sisma che ha messo in ginocchio Caracas e gran parte del Venezuela.
Chi erano Enzo, Trini e Isabella
Enzo Cuomo era un architetto molto conosciuto e stimato nella capitale venezuelana. Amava profondamente la natura e ogni giorno saliva sul tetto del palazzo per nutrire i grandi pappagalli Ara, simbolo della fauna locale.
Accanto a lui c’erano la moglie Trini Adrian e la figlia Isabella, 22 anni, studentessa con il sogno di diventare stilista e una grande passione per la moda italiana.
Nelle ore successive al terremoto era stato il fratello di Enzo, Gerardo Cuomo, residente a Milano, a lanciare l’allarme.
“Dai video del palazzo crollato riconosco il terrazzo di mio fratello. Quella casa l’aveva progettata lui in ogni dettaglio”, aveva raccontato con la speranza che qualcuno potesse ancora salvarli.
Anche Carlo Francesco Cuomo, l’altro figlio della coppia, residente in Italia dopo un lungo percorso di cure mediche, era pronto a partire per Caracas per seguire da vicino le ricerche.
Una tragica coincidenza lunga 46 anni
La storia della famiglia Cuomo è segnata da una coincidenza che lascia senza parole.
Nel 1980, durante il devastante terremoto dell‘Irpinia, persero infatti la vita anche i nonni materni di Enzo, Filomena Piserchia e Gerardo Nicola Cicoria, rimasti sepolti sotto le macerie della loro abitazione proprio a Laviano, uno dei paesi simbolo di quella tragedia.
Erano emigrati in Venezuela ma avevano deciso di tornare nella loro terra d’origine. Quel ritorno si trasformò in una condanna.
Quarantasei anni dopo, il destino ha colpito di nuovo la stessa famiglia, questa volta a migliaia di chilometri di distanza.
Laviano si stringe attorno alla famiglia
La notizia del ritrovamento dei tre corpi ha gettato nello sconforto la comunità di Laviano, dove la famiglia Cuomo era ancora molto conosciuta.
Il terremoto del 1980 provocò nel piccolo centro salernitano oltre 300 vittime e oggi quella ferita torna dolorosamente ad aprirsi.
Mentre il bilancio delle vittime del sisma in Venezuela continua ad aggravarsi, per Laviano il disastro ha assunto il volto di una famiglia che il terremoto ha segnato per due generazioni, trasformando una tragica coincidenza in una delle storie più dolorose di questa catastrofe.

