La tragedia a Torre Faro, la testimonianza del nonno e la lettera della ragazza che le ha tenuto la mano fino all’arrivo dei soccorsi
Una normale serata d’estate si è trasformata in una tragedia che ha sconvolto Torre Faro, quartiere di Messina. Erano da poco passate le 23 di domenica 28 giugno quando Giulia Scimone, appena 15 anni, è stata travolta da una motocicletta in via Circuito, una delle strade più frequentate dai giovani, a pochi passi dall’ufficio postale e da una sala giochi.
Le condizioni dell’adolescente sono apparse immediatamente disperate. I sanitari del 118 hanno tentato ogni manovra possibile e l’hanno trasportata d’urgenza verso l’ospedale, ma Giulia è morta durante il tragitto.
Il motociclista, un 19enne, è rimasto ferito in modo non grave ed è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale. Sono ancora attesi gli esiti degli accertamenti alcolemici e tossicologici.
«La moto era impennata»: il racconto del nonno
Nelle ore successive alla tragedia è arrivata la testimonianza del nonno della ragazza, Francesco Scimone, ancora incredulo davanti a quanto accaduto.
«Giulia era bella, brava ed educatissima. Con un’impennata la moto le è arrivata addosso. Io ero in casa, poi l’ho vista lì per terra. Mio figlio è distrutto. Non deve succedere mai più. Torre Faro è diventata una terra di nessuno», ha dichiarato.
Anche numerosi residenti denunciano da tempo la pericolosità della zona.
«Era una tragedia annunciata. Di notte servono controlli e vigili urbani. Qui le corse e le impennate sono troppo frequenti», raccontano gli abitanti, che chiedono maggiori misure di sicurezza.
La ragazza che non l’ha lasciata sola
Tra le immagini destinate a rimanere impresse c’è quella di un’altra adolescente, anche lei di nome Giulia Scimone, che nei momenti successivi all’investimento ha deciso di avvicinarsi alla quindicenne ferita.
Mentre molte persone assistevano impotenti, la giovane si è inginocchiata accanto a lei, le ha preso la mano e l’ha stretta fino all’arrivo dei soccorritori, cercando di rassicurarla.
Successivamente ha affidato ai social una lunga lettera, pubblicata dal padre attraverso la pagina della libreria di famiglia.
«Non ci conoscevamo. Avevi la mia stessa età e anche il mio stesso nome. Non potevo lasciarti sola. Ti ho preso la mano e continuavo a dirti che ero lì con te. Poi ho sentito quella mano lasciarsi andare. È una sensazione che porterò dentro per tutta la vita», ha scritto.
Parole che stanno commuovendo migliaia di persone.
L’arrivo del padre e un dolore che segna un’intera comunità
Nel racconto della giovane c’è anche uno dei momenti più strazianti di quella notte.
«Quando arrivò tuo padre, mi prese le mani e mi chiese: “È ancora qui con noi?”. Non riuscivo a rispondere. Ho abbassato lo sguardo e ho capito che ci sono immagini che non ti abbandonano più», scrive ancora.
Un messaggio che si conclude con un appello rivolto soprattutto ai più giovani.
«Gli incidenti stradali non sono numeri. Sono ragazzi che avevano ancora tutta la vita davanti. Sono famiglie distrutte in pochi secondi», conclude.
Le indagini e il cordoglio della città
Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione la dinamica dell’investimento. Secondo diverse testimonianze raccolte nelle prime ore, il motociclista avrebbe effettuato una manovra pericolosa, forse un’impennata, poco prima dell’impatto con la quindicenne.
Sulla tragedia è intervenuto anche il sindaco di Messina, Federico Basile, che ha espresso vicinanza alla famiglia.
Anche la Pro Loco Capo Peloro ha ricordato Giulia con un messaggio carico di dolore, sottolineando come ogni ragazzo abbia il diritto di vivere una serata d’estate e soprattutto di poter tornare a casa dai propri genitori.
Intanto Torre Faro continua a piangere una ragazza descritta da tutti come solare, educata e piena di sogni, mentre cresce la richiesta di controlli più severi sulle strade per evitare che una tragedia simile possa ripetersi.

