La badante brasiliana vive in Italia da oltre 30 anni e ha deciso di fare ricorso contro la sanzione da 105 euro
Una giornata di sole tra amiche si è trasformata in una lunga battaglia legale che va avanti da anni. Maria José Bordalo Nunes, 54 anni, brasiliana residente da oltre trent’anni in Friuli Venezia Giulia, non ha mai avuto problemi con la giustizia. Poi, nel giugno del 2021, una multa di 105 euro ha cambiato tutto.
La donna era scesa sul greto del fiume Natisone, a Cividale del Friuli, per prendere il sole in topless. Poco dopo sono arrivati gli agenti della polizia locale che le hanno contestato un comportamento ritenuto contrario alla pubblica decenza. Oggi Maria José non intende arrendersi e ha deciso di impugnare la sanzione. Il caso approderà davanti al giudice di pace nel febbraio 2027.
«Non c’era nessuno, mi sono solo tolta il costume»
Secondo il verbale, la donna avrebbe lasciato scoperto il seno, indossando soltanto un perizoma, in un luogo visibile dalla pubblica via e dal celebre Ponte del Diavolo.
Lei, però, offre una ricostruzione completamente diversa.
«Non c’era nessuno: né bambini, né anziani, neppure un cane», racconta. «Mi sono tolta la parte superiore del costume per prendere il sole e mi sono sdraiata. Non avevo visto alcun cartello che lo vietasse» – ha raccontato al Corriere.
Dopo essersi addormentata, dice di essere stata svegliata dalle urla di alcune persone provenienti dal ponte. Poco dopo sono arrivati gli agenti.
«Mi hanno chiesto di rivestirmi e di seguirli al comando. Mi hanno spiegato che in quel punto non si poteva né fare il bagno né stare in topless. Sono rimasta sorpresa».
La battaglia contro la multa
Assistita dall’avvocato Carlo Monai, Maria José ha presentato ricorso sostenendo che il suo comportamento non costituisse alcun illecito.
La vicenda riapre anche il dibattito sul topless in Italia, tema sul quale negli anni diverse sentenze hanno chiarito che non esiste un divieto generale, salvo particolari circostanze legate alla concreta offensività del comportamento o a specifiche ordinanze locali.
Per la donna, però, la questione è soprattutto di principio.
«Per me il topless significa libertà e benessere. Non volevo provocare nessuno e non stavo disturbando nessuno».
«Vedo molta ipocrisia»
Nata in Brasile nel 1971, Maria José racconta di essere rimasta colpita dalla reazione ricevuta.
«Paradossalmente in Brasile il topless è vietato, ma vedo molta meno ipocrisia. Qui, invece, ci si scandalizza ancora per una donna che prende il sole senza la parte superiore del costume».
Poi aggiunge una riflessione destinata a far discutere.
«Mi chiedo perché durante alcuni eventi pubblici si possano vedere persone quasi senza vestiti e io non possa prendere il sole in topless in un luogo appartato».
«Ora ho paura anche quando prendo il sole»
A distanza di quattro anni, quella sanzione continua a pesare.
Maria José ammette che le sue abitudini sono cambiate.
«Adesso lo faccio ancora, ma con molta paura. Cerco soltanto posti completamente isolati e prima controllo più volte che non ci sia nessuno nei dintorni».
L’udienza davanti al giudice di pace è fissata per il 10 febbraio 2027. La donna spera che la multa venga annullata, anche se confessa di non essere troppo fiduciosa.
«Spero di avere ragione, ma temo che alla fine dovrò comunque pagare. È una battaglia che porto avanti perché credo sia giusta».

