Spiava l'ex con il drone, arrestato uomo a NapoliSpiava l'ex con il drone, arrestato in Alto Adige

L’uomo è stato sorpreso mentre controllava dall’alto l’abitazione della donna con un drone di ultima generazione

Un drone per controllare ogni movimento dell’ex compagna, appostamenti nelle campagne e un’attività di sorveglianza sempre più invasiva. È lo scenario ricostruito dai Carabinieri di Bolzano e dalla Polizia locale di Appiano, che hanno arrestato un uomo accusato di atti persecutori nei confronti della donna. L’intervento è scattato ad Appiano, in Alto Adige, dove il presunto stalker è stato sorpreso mentre utilizzava un velivolo radiocomandato per spiare la vittima dall’alto.

L’operazione, conclusa con l’arresto e il sequestro di tutta l’attrezzatura tecnologica impiegata, rappresenta uno dei primi casi in cui un drone viene utilizzato come strumento per mettere in atto una presunta attività persecutoria ai danni di un’ex partner.

L’intervento dopo la denuncia della vittima

L’episodio risale alla serata del 16 luglio, quando, intorno alle 19.35, le pattuglie sono intervenute nei pressi di via Lungo Adige, ad Appiano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si era nascosto nelle campagne che circondano l’abitazione dell’ex compagna, facendo decollare un drone di ultima generazione con l’obiettivo di osservare dall’alto gli spostamenti della donna e monitorarne i movimenti.

Proprio poche ore prima, la vittima aveva deciso di rivolgersi nuovamente alle forze dell’ordine, presentando una formale querela e denunciando l’ennesimo episodio di persecuzione. La sua segnalazione ha consentito agli investigatori di intervenire rapidamente, cogliendo il presunto stalker in flagranza.

Era già stato ammonito per comportamenti persecutori

L’uomo non era sconosciuto alle forze dell’ordine. In passato era infatti già stato raggiunto da un ammonimento del Questore per analoghi comportamenti nei confronti della stessa donna.

Nonostante il provvedimento, secondo gli inquirenti avrebbe continuato a perseguitare l’ex compagna con pedinamenti e controlli sempre più insistenti, fino ad arrivare all’utilizzo della tecnologia per seguirla a distanza.

La donna, dimostrando grande determinazione, aveva più volte richiesto l’intervento delle autorità per segnalare episodi ritenuti riconducibili a una condotta persecutoria, consentendo così di raccogliere ulteriori elementi investigativi.

Decisiva la collaborazione tra Carabinieri e Polizia locale

L’arresto è stato possibile grazie al rapido scambio di informazioni tra Carabinieri e Polizia locale di Appiano, che hanno coordinato le attività operative fino a individuare il sospettato.

Le pattuglie hanno rintracciato l’uomo poco dopo l’intervento, bloccandolo mentre si trovava ancora nella zona da cui stava controllando l’abitazione della vittima.

Gli investigatori hanno quindi proceduto al sequestro di tutto il materiale tecnologico ritenuto utile alle indagini.

Sequestrati drone, smartphone e tablet

Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati un drone di ultima generazione, due smartphone e un tablet, dispositivi che, secondo gli investigatori, sarebbero stati utilizzati per organizzare e mettere in atto l’attività di controllo nei confronti della donna.

L’uomo è stato accompagnato in caserma per gli accertamenti di rito e, al termine delle procedure, è stato arrestato con l’accusa di atti persecutori.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato successivamente sottoposto agli arresti domiciliari, dove resterà a disposizione della magistratura in attesa dei successivi sviluppi dell’inchiesta.

L’episodio riporta l’attenzione sull’evoluzione delle condotte persecutorie, che sempre più spesso possono avvalersi di strumenti tecnologici avanzati. L’utilizzo di dispositivi come i droni, se impiegati per controllare o intimidire una persona, può infatti costituire un elemento rilevante nell’ambito delle indagini, soprattutto quando si inserisce in un quadro già caratterizzato da comportamenti persecutori documentati e da precedenti provvedimenti adottati nei confronti dell’indagato.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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