Luca EspositoLuca Esposito

Il giudice conferma il quadro accusatorio, mentre la difesa chiede ulteriori approfondimenti sulle dinamiche e sul movente

Dopo il fermo eseguito dai carabinieri nelle campagne di Eboli, arriva la decisione del giudice: Ridha Rahmounim, il 26enne accusato dell’omicidio del giornalista sportivo Luigi “Luca” Esposito, resta in carcere. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno ha infatti convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti del giovane, ritenuto responsabile, allo stato delle indagini, dell’uccisione del cronista avvenuta nella notte tra il 18 e il 19 luglio in località Cioffi, frazione di Eboli.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Salerno, continua a fare luce su un delitto che ha profondamente colpito il mondo del giornalismo e l’intera comunità salernitana.

Le accuse confermate dal gip

Per il 26enne tunisino, immigrato irregolare sul territorio italiano e già destinatario di un provvedimento di rimpatrio, restano contestati i reati di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione, oltre alla soppressione di cadavere.

Secondo la ricostruzione investigativa, Rahmounim avrebbe colpito mortalmente Luca Esposito, di 53 anni, per poi incendiare il corpo nel tentativo di cancellare le tracce del delitto. Il cadavere del giornalista era stato rinvenuto nelle campagne della località Cioffi, dove gli investigatori hanno concentrato fin dall’inizio le attività tecniche e scientifiche.

La decisione del gip arriva dopo l’udienza di convalida, durata poco più di un’ora nel carcere di Salerno, durante la quale l’indagato è comparso assistito dal proprio difensore.

Le dichiarazioni del difensore: “Servono ancora molti approfondimenti”

Nel corso dell’udienza Ridha Rahmounim ha risposto alle domande del giudice, confermando in parte quanto già dichiarato dopo il fermo e aggiungendo ulteriori elementi sulla notte dell’omicidio.

L’avvocato Giovanni Mauri, al termine dell’interrogatorio, ha spiegato che la vicenda presenta ancora numerosi aspetti da chiarire.

“È una vicenda così complessa e drammatica che richiede approfondimenti e molti aspetti della vita privata, da tutte e due le parti, vanno esaminati”.

Il legale ha precisato di aver incontrato il proprio assistito sia nelle ore immediatamente successive al fermo sia prima dell’udienza di convalida.

Secondo Mauri, mancano ancora elementi fondamentali che potranno emergere soltanto con il prosieguo delle indagini e con il lavoro dei consulenti tecnici incaricati dagli inquirenti e dalla difesa.

Gli aspetti ancora da chiarire sull’omicidio

La difesa sottolinea che il procedimento si trova ancora in una fase iniziale e che il capo d’imputazione potrebbe subire modifiche in base agli accertamenti tecnici ancora in corso.

L’avvocato Mauri ha invitato alla prudenza anche sul possibile movente dell’omicidio, evitando di entrare nel merito delle ipotesi investigative.

Secondo il difensore, sarà necessario approfondire alcuni aspetti della vita dei soggetti coinvolti, precisando però che tali verifiche dovranno essere svolte esclusivamente nell’interesse dell’accertamento della verità e non per alimentare speculazioni.

Lo stesso legale non ha inoltre voluto commentare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nella vicenda, limitandosi a osservare che le indagini sono ancora in pieno svolgimento.

Un’inchiesta destinata a proseguire per mesi

Per la Procura il quadro indiziario resta, allo stato, sufficientemente solido da giustificare la permanenza in carcere dell’indagato, ma l’inchiesta è tutt’altro che conclusa.

Nei prossimi mesi saranno determinanti gli esami medico-legali, gli accertamenti scientifici eseguiti sul luogo del delitto e l’analisi di tutti gli elementi raccolti dai carabinieri durante le indagini.

La morte di Luca Esposito, giornalista sportivo molto conosciuto nel Salernitano, ha suscitato forte emozione nel mondo dell’informazione locale. Gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire con precisione ogni fase dell’accaduto e chiarire definitivamente il movente che avrebbe portato all’omicidio.

Con la decisione del gip, Ridha Rahmounim rimane detenuto nel carcere di Salerno, mentre l’inchiesta entra ora in una fase ancora più delicata, destinata a fornire nuovi elementi sia sull’esatta dinamica dei fatti sia sulle responsabilità contestate.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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