Dopo la bufera per il banchetto allestito a Pradamano arrivano prese di posizione da politica e associazioni
Quella che doveva essere una semplice iniziativa estiva per mettere da parte qualche euro si è trasformata in un caso nazionale. I tre ragazzi di Pradamano, in provincia di Udine, che avevano allestito un piccolo banchetto per vendere limonata, caffè e dolci con l’obiettivo di acquistare un vecchio motorino Ciao, sono finiti al centro di un acceso dibattito che coinvolge istituzioni, politica e associazioni di categoria.
Dopo le polemiche dei giorni scorsi sono infatti intervenuti il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, il generale Roberto Vannacci e il presidente di Confcommercio Udine, Giovanni Da Pozzo. Nel frattempo, però, la Polizia locale ha diffuso una nota per chiarire quanto realmente accaduto, smentendo alcune ricostruzioni circolate sui social.
Fedriga: «Voglio conoscere questi ragazzi»
A prendere posizione è stato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha annunciato di voler invitare personalmente i tre adolescenti nel Palazzo della Regione.
«La storia dei tre ragazzi di Pradamano mi ha colpito per il messaggio che porta con sé: avere un desiderio e darsi da fare in prima persona per riuscire a realizzarlo», ha dichiarato il governatore.
Fedriga ha spiegato di voler incontrare i giovani per ascoltare direttamente il loro racconto e capire come sia nata l’idea di raccogliere denaro vendendo limonata, caffè e dolci ai passanti.
Confcommercio: «Questo è lo spirito che dovremmo insegnare ai giovani»
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente di Confcommercio Udine, Giovanni Da Pozzo, che ha espresso pieno apprezzamento per l’iniziativa dei tre ragazzi.
«Quello che hanno fatto questi adolescenti è esattamente lo spirito che dovremmo cercare di trasmettere ai nostri giovani: avere un’idea, parlarne con i genitori, rimboccarsi le maniche e cercare di realizzarla con le proprie forze», ha affermato.
Da Pozzo ha anche auspicato che quei ragazzi possano un giorno diventare imprenditori, magari proprio nel commercio o nel settore dell’ospitalità.
Non è mancata una critica alla burocrazia.
«La storia dimostra che la burocrazia può presentarsi molto presto nella vita di una persona», ha osservato, chiedendosi inoltre perché in altri casi di abusivismo commerciale non si registri lo stesso rigore.
Vannacci: «Questi ragazzi vanno premiati»
Anche Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha commentato la vicenda con un post pubblicato sui social.
«Ritornare al libretto di lavoro a 14 anni!», è il titolo del suo intervento.
Secondo Vannacci i tre adolescenti rappresentano un esempio positivo.
«Questi ragazzi vanno premiati e sono la dimostrazione che a 14 anni, come si è fatto per decenni, si può lavorare e contribuire fattivamente alla società. Forse chi li ha denunciati preferisce le baby gang e i maranza. Alla cultura del bivacco, Futuro Nazionale antepone la scelta dell’azione», ha scritto.
La precisazione della Polizia locale: «Nessuna multa o ammonimento»
Dopo la grande eco mediatica, la Comunità del Friuli Orientale, il Comune di Pradamano e la Polizia locale hanno diffuso una nota ufficiale per chiarire la vicenda.
Secondo quanto spiegato, non è stata elevata alcuna sanzione, né sono stati emessi ammonimenti o denunce nei confronti dei tre minorenni.
L’intervento del 4 agosto sarebbe stato esclusivamente di natura preventiva, dopo una segnalazione relativa a una presunta somministrazione di alimenti senza il rispetto delle norme igienico-sanitarie.
Quando gli agenti sono arrivati sul posto, il banchetto non era più presente.
Il colloquio con il padre
La Polizia locale precisa di aver parlato esclusivamente con il padre di uno dei ragazzi.
L’uomo avrebbe confermato che il figlio tredicenne e altri due coetanei avevano venduto nei giorni precedenti limonata, caffè e dolci ai passanti senza le autorizzazioni previste.
Gli agenti si sarebbero limitati a spiegare al genitore la normativa relativa alla somministrazione di alimenti e i possibili rischi igienico-sanitari, soprattutto considerato il caldo di quei giorni.
L’intervento, sottolineano gli enti locali, è durato circa venti minuti.
«La ricostruzione è stata parziale»
Nella nota ufficiale viene inoltre evidenziato come la vicenda sia stata raccontata, secondo gli enti coinvolti, in maniera incompleta.
Per questo Comune e Polizia locale hanno ritenuto necessario chiarire i fatti, sottolineando che la diffusione di alcune ricostruzioni avrebbe alimentato una forte ondata di commenti offensivi sui social.
Proprio per la gravità di alcuni messaggi pubblicati online, il Corpo di Polizia locale ha annunciato che valuterà l’eventuale esistenza di responsabilità penalmente rilevanti.
Una raccolta fondi per aiutare i ragazzi
Intanto la storia ha suscitato una gara di solidarietà.
Un gruppo di cittadini di Pradamano, d’intesa con le famiglie dei tre adolescenti, ha annunciato l’organizzazione di un evento pubblico entro la fine del mese.
L’obiettivo sarà quello di sostenere il sogno dei ragazzi di acquistare il loro motorino Ciao, coinvolgendoli direttamente nell’iniziativa.
Gli organizzatori hanno anche invitato a diffidare da eventuali raccolte fondi non autorizzate, per evitare possibili truffe.

