La 44enne era stata gravemente ferita alla testa dal marito Alessandro Pintus il 23 luglio nel bar di Solanas che la coppia gestiva. L’uomo aveva poi sparato al fratello Andrea a Quartu Sant’Elena. Ora l’accusa potrebbe trasformarsi in duplice omicidio volontario.
Michela Rubiu è morta dopo 25 giorni in Rianimazione
Non ce l’ha fatta Michela Rubiu, la donna di 44 anni di Solanas rimasta gravemente ferita all’alba del 23 luglio scorso durante una violenta lite con il marito Alessandro Pintus, 39 anni.
La donna è morta questa mattina, dopo circa 25 giorni di agonia, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Brotzu di Cagliari, dove era stata ricoverata subito dopo l’aggressione. Dal momento del ricovero non aveva mai ripreso conoscenza.
Il dramma era iniziato nel bar di proprietà della coppia, nella frazione a mare di Sinnai, dove Michela era stata colpita alla testa al culmine di una discussione con il marito. Le sue condizioni erano apparse immediatamente gravissime.
La morte della donna trasforma ora il quadro giudiziario della vicenda e aggiunge una seconda vittima alla tragedia familiare consumatasi tra Solanas e Quartu Sant’Elena.
Dopo l’aggressione a Solanas, gli spari a Quartu
Dopo quanto accaduto nel locale di Solanas, Alessandro Pintus si era diretto verso l’abitazione della famiglia in via Degli Asfodeli, a Quartu Sant’Elena.
Qui aveva sparato al fratello Andrea Pintus, 42 anni, uccidendolo.
Gli investigatori sono quindi chiamati a ricostruire la sequenza precisa degli avvenimenti e soprattutto il movente che avrebbe portato l’uomo a rivolgere la propria violenza prima contro la moglie e successivamente contro il fratello.
Pintus aveva confessato davanti ai carabinieri e successivamente aveva confermato al gip di aver sparato alla moglie e al fratello. Nei suoi confronti erano già state contestate accuse per l’omicidio del fratello e per il tentato omicidio della moglie, oltre al tentato omicidio di una persona di Solanas che avrebbe assistito alla scena nel bar.
Secondo la ricostruzione, quest’ultimo sarebbe stato anche vittima di un tentativo di investimento subito dopo l’aggressione alla donna.
L’accusa potrebbe diventare duplice omicidio volontario
La morte di Michela Rubiu avrà inevitabilmente conseguenze anche sul procedimento penale. Il sostituto procuratore Giangiacomo Pilia potrebbe modificare il capo di imputazione contestato a Pintus, passando a una contestazione di duplice omicidio volontario.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti per ricostruire ogni dettaglio della vicenda.
I militari del Ris di Cagliari hanno effettuato sopralluoghi sia nell’abitazione di Quartu Sant’Elena sia nel bar di Solanas. Gli accertamenti tecnici sono serviti anche a ricostruire la successione degli spari e la posizione delle persone presenti nei due luoghi.
I carabinieri della Compagnia di Quartu Sant’Elena stanno inoltre continuando a lavorare sul movente, che al momento non è ancora stato chiarito nei suoi aspetti fondamentali.
Sinnai verso il lutto cittadino per Michela
La morte di Michela Rubiu ha provocato una forte reazione nelle comunità di Sinnai e Solanas. La sindaca Barbara Pusceddu ha annunciato l’intenzione di proclamare il lutto cittadino, una decisione che sarà concordata con la famiglia della vittima.
«La notizia del barbaro femminicidio di Michela lascia le comunità di Sinnai e di Solanas in uno stato di profondo sconcerto, sgomento e sincera rabbia», ha dichiarato la prima cittadina.
Pusceddu ha rivolto un pensiero particolare alla madre, ai figli e ai familiari di Michela, sottolineando la vicinanza dell’intera comunità in un momento di dolore.
Il lutto cittadino vuole rappresentare il cordoglio di Sinnai e rendere omaggio alla memoria della donna. L’amministrazione ha inoltre invitato la popolazione a partecipare a un momento di silenzio e riflessione, come segno collettivo di condanna contro ogni forma di violenza.
La vicenda che ha sconvolto Solanas e Sinnai assume dunque una nuova dimensione: Michela Rubiu è diventata la seconda vittima della tragedia familiare, dopo la morte del fratello Andrea. Ora saranno gli accertamenti della magistratura e degli investigatori a stabilire con precisione la dinamica e le responsabilità, mentre la comunità si prepara a stringersi attorno alla famiglia della 44enne.

