Nick Kyrgios contro SinnerNick Kyrgios nel mirino i fan di Sinner

Il tennista australiano è stato sospeso provvisoriamente dall’ITIA dopo il controllo di Maiorca

Nick Kyrgios è risultato positivo alla cocaina ed è stato sospeso provvisoriamente dall’International Tennis Integrity Agency. La notizia, già pesante per una carriera segnata da infortuni e polemiche, ha assunto rapidamente un’altra dimensione sui social: i tifosi di Jannik Sinner hanno iniziato a recuperare i vecchi post dell’australiano, soprattutto quelli pubblicati durante la lunga vicenda antidoping che aveva coinvolto il numero uno italiano.

Il motivo è evidente. Kyrgios era stato tra i più duri critici di Sinner quando era emersa la positività al Clostebol e aveva continuato ad attaccare l’azzurro anche dopo l’accordo con la WADA per la squalifica di tre mesi. In quel periodo aveva contestato prima la mancata sospensione e poi la durata della sanzione, arrivando anche a rivendicare pubblicamente di non aver mai fallito un controllo antidoping.

Ora quella frase viene riproposta a raffica dagli utenti che seguono Sinner. E il tono dei commenti è diventato inevitabilmente molto più duro.

Il test a Maiorca e la sospensione

Il controllo che ha fatto scattare il procedimento è stato effettuato il 22 giugno scorso a Maiorca, durante un torneo ATP 250. Il 17 luglio un laboratorio accreditato dalla WADA ha confermato la presenza di benzoilecgonina, un metabolita della cocaina.

L’ITIA ha quindi disposto la sospensione provvisoria a partire dal 4 agosto. La cocaina è inserita nell’elenco delle sostanze proibite dalla WADA e il suo utilizzo in competizione rientra nel programma antidoping.

Kyrgios ha la possibilità di presentare ricorso contro la sospensione, ma al momento non lo ha fatto. Durante il provvedimento non può giocare né allenare e non può partecipare agli eventi organizzati o sanzionati dagli organismi del tennis professionistico.

La notizia è arrivata dopo un periodo nel quale il 31enne australiano aveva lasciato intendere quanto fosse diventato difficile per lui continuare la carriera. Gli infortuni al polso e alle ginocchia lo hanno tenuto lontano dai campi per lunghi periodi e il ranking è precipitato rispetto al numero 13 raggiunto nel 2016.

“Ho commesso un enorme errore”: la risposta di Kyrgios

Dopo la comunicazione dell’ITIA, Kyrgios ha deciso di parlare direttamente ai suoi follower. In un messaggio pubblicato su Instagram ha ammesso di aver commesso “un enorme errore” e si è assunto la responsabilità della positività.

Le scuse sono state rivolte ai tifosi, alla famiglia, agli sponsor e soprattutto ai bambini che lo seguono. Il tennista ha spiegato di aver attraversato anni complicati dal punto di vista fisico e mentale e di aver faticato ad accettare l’idea che la sua carriera potesse essere vicina alla conclusione.

Ma lo stesso Kyrgios ha precisato che niente di tutto questo giustifica ciò che ha fatto. Ha inoltre annunciato un periodo di 28 giorni lontano dai social e dalla vita pubblica per concentrarsi sul proprio recupero.

È una presa di responsabilità netta, ma non ha impedito alla discussione online di prendere una strada diversa.

I tifosi di Sinner recuperano quella frase

È qui che la vicenda diventa particolarmente interessante per il pubblico italiano. Quando nell’agosto 2024 era esploso il caso della positività di Sinner al Clostebol, Kyrgios aveva reagito duramente, sostenendo che l’azzurro avrebbe dovuto essere squalificato per due anni anche nel caso in cui la contaminazione fosse stata accidentale.

La sua posizione era rimasta molto critica anche nel febbraio 2025, quando Sinner aveva raggiunto con la WADA un accordo per una squalifica di tre mesi. Kyrgios aveva definito la situazione un «sad day for tennis» e contestato apertamente la durata della sanzione.

Ma c’è un passaggio che oggi viene ripescato più degli altri. Nel gennaio 2025, rispondendo alle critiche ricevute per i suoi continui attacchi a Sinner, Kyrgios aveva scritto sui social: “I’ve never failed drug tests”, cioè «non ho mai fallito i test antidoping».

Adesso quella frase è diventata uno dei principali bersagli dei tifosi di Sinner.

“Karma”: sui social parte la rivincita

Le reazioni online stanno insistendo soprattutto sul contrasto tra il Kyrgios che giudicava duramente gli altri e il Kyrgios che oggi deve fare i conti con una positività.

Tra i commenti comparsi sui social si parla apertamente di “karma” e di contrappasso, mentre vengono ripubblicati vecchi interventi dell’australiano contro Sinner. Il tema è diventato rapidamente uno dei più discussi nelle community dedicate al tennis.

Non mancano però anche commenti che invitano a non confondere i due casi. La positività di Kyrgios riguarda la benzoilecgonina, metabolita della cocaina, mentre la vicenda Sinner riguardava il Clostebol e una contaminazione accidentale riconosciuta nel procedimento che si è concluso con l’accordo con la WADA.

Il confronto sui social, dunque, non equivale a sostenere che le due vicende siano identiche. Il punto della discussione è soprattutto un altro: le parole pronunciate da Kyrgios in passato vengono oggi utilizzate dai tifosi di Sinner per contestare quella che considerano una sua doppia misura nel giudicare i casi antidoping.

Una carriera che ora affronta un’altra bufera

Kyrgios si trova così davanti a un’altra fase delicatissima della sua carriera. Il talento non è mai stato messo in discussione: è stato numero 13 del mondo e nel 2022 ha raggiunto la finale di Wimbledon. Ma gli ultimi anni sono stati condizionati da numerosi problemi fisici, interventi chirurgici e lunghe assenze.

La sospensione per la positività alla cocaina arriva quindi in un momento nel quale lo stesso australiano aveva già ammesso quanto fosse difficile immaginare il futuro agonistico.

Adesso dovrà affrontare la procedura antidoping e decidere se presentare ricorso. Intanto, fuori dai campi, sono i suoi vecchi post su Sinner a tornare protagonisti.

Ed è proprio questo l’aspetto che sta facendo discutere maggiormente il pubblico italiano: Kyrgios aveva scelto per mesi di puntare il dito contro l’azzurro sul tema dei controlli antidoping. Ora, dopo la sua positività, quella stessa storia è tornata indietro come un boomerang.

Di Renato Valdescala

Esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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