Il conduttore ha annunciato in diretta la denuncia dopo la pubblicazione in tv del contenuto della querela presentata dalla cugina di Chiara Poggi
È diventato un nuovo fronte giudiziario quello aperto intorno alla trasmissione “Verità Nascoste – il diario”, condotta da Milo Infante su Canale 5.
In apertura della puntata di oggi, il giornalista ha annunciato di essere stato denunciato per ricettazione dopo aver mostrato nella trasmissione il contenuto di una denuncia querela presentata dall’avvocata Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi.
Infante ha riferito di aver ricevuto la notizia della denuncia e ha affrontato pubblicamente la questione durante la trasmissione.
Infante: «Mediaset mi ha detto che mi tutelerà»
«Fa un po’ effetto che un avvocato contesti a un giornalista un reato molto grave, infamante, che non appartiene alla professione giornalistica», ha dichiarato Infante, sostenendo che la ricettazione sia un’accusa particolarmente grave.
Il conduttore ha poi fatto riferimento al rapporto tra attività giornalistica e diffamazione: «Il “reato” dei giornalisti è la diffamazione, ma la diffamazione deve essere provata. Se racconti la verità non è diffamazione».
Infante ha inoltre spiegato di avere informato della vicenda Mauro Crippa, direttore generale dell’Informazione di Mediaset.
«Mi ha risposto: “Non ti preoccupare, Mediaset c’è e ti tuteleremo”», ha raccontato il giornalista.
Infante ha quindi aggiunto di voler assumere personalmente la responsabilità della propria attività professionale: «Ringrazio, ma sollevo l’azienda da qualsiasi responsabilità e mi assumo tutta la responsabilità che eventualmente dei giudici dovessero attribuirmi».
La denuncia di Stefania Cappa e la contestazione della legale
La vicenda nasce dalla puntata precedente del programma, durante la quale era stato mostrato il contenuto della denuncia querela presentata da Stefania Cappa nei confronti dell’avvocato De Rensis, dell’inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe e dell’ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto.
Attraverso Fanpage.it, l’avvocata di Stefania Cappa ha fornito la propria versione dei fatti, contestando alcuni elementi della ricostruzione proposta dalla trasmissione.
«In relazione alle notizie recentemente diffuse nel programma di Milo Infante, riprese da Antonino Monteleone, si ritiene necessario fare chiarezza, dal momento che sono state rappresentate circostanze non corrispondenti al vero», ha dichiarato la legale.
La professionista ha innanzitutto precisato la natura dell’atto mostrato in televisione.
«L’atto giudiziario mostrato a video, sfocandone deliberatamente il titolo, non è affatto un esposto, bensì una denuncia querela», ha spiegato, aggiungendo che il documento sarebbe stato depositato quattro mesi fa presso la Procura della Repubblica di Milano.
Secondo la legale, il procedimento sarebbe attualmente oggetto di indagine, con i termini ancora pendenti e quindi soggetto al segreto investigativo.
La nuova contestazione: «Denuncia per ricettazione e violazione del segreto»
La legale ha quindi affermato che, dopo la diffusione televisiva del documento, sarebbe stata presentata «quale atto dovuto» una nuova denuncia per ricettazione e violazione del segreto investigativo.
La contestazione riguarda dunque non soltanto la pubblicazione del contenuto della querela, ma anche le modalità attraverso le quali il documento sarebbe entrato nella disponibilità della trasmissione.
L’avvocata ha inoltre sottolineato un ulteriore aspetto: «Le conseguenze di tale inopinata diffusione sono tanto più gravi quanto si considera il rischio di distruzione del compendio probatorio specificatamente indicato nell’atto e suscettibile di sequestro».
La vicenda resta quindi aperta su due piani distinti: da una parte le dichiarazioni di Infante e la rivendicazione dell’attività giornalistica svolta dalla trasmissione; dall’altra la posizione della legale di Stefania Cappa, che contesta la diffusione dell’atto e richiama il segreto investigativo.

