Rita De CrescenzoRita De Crescenzo

Le indiscrezioni di Davide Maggio e Fanpage

La docuserie dedicata a Rita De Crescenzo è in lavorazione e per il progetto risulta approvata una domanda nell’ambito delle misure previste dalla Legge Cinema. A confermare l’esistenza dell’opera sono i dati del sistema telematico DGCOL del Ministero della Cultura, consultati da Fanpage.it dopo l’indiscrezione pubblicata da Davide Maggio.

Il progetto si intitola “Svergognata” ed è un documentario biografico articolato in tre episodi, per una durata complessiva di un’ora e mezza. La scheda ministeriale indica un costo di produzione di 1.093.409,42 euro. La regia è affidata a Francesco Lettieri, mentre la produzione è riconducibile ad Anemone Film e Groenlandia, società del gruppo Banijay. Tra gli sceneggiatori risultano Francesco Lettieri e Shadi Cioffi.

La domanda approvata dal Ministero

Il progetto compare nel registro DGCOL tra le opere registrate ai fini dell’ottenimento di contributi e riconoscimenti previsti dalla legge 220/2016. La stessa documentazione, come riferito da Fanpage.it, specifica che nell’elenco sono presenti opere per le quali risulta almeno una domanda approvata.

Tra gli elementi già approvati figura anche il riconoscimento della nazionalità provvisoria dell’opera. Si tratta di un passaggio amministrativo che certifica il possesso dei requisiti previsti dalla normativa e consente di accedere agli strumenti di sostegno contemplati dalla legislazione sul cinema e sull’audiovisivo.

L’approvazione della domanda, però, non significa che il contributo sia già stato materialmente versato. Nella scheda ministeriale, alla voce “Contributi ricevuti”, non è indicato alcun importo: compare infatti un trattino. Non risulta quindi, dai dati disponibili, una somma già erogata alla produzione.

Riprese già iniziate

Sul fronte della lavorazione, Davide Maggio ha riferito che le riprese di “Svergognata” sarebbero già cominciate da alcune settimane e che la produzione prevede circa cinque mesi di registrazioni.

La docuserie sarebbe destinata alle piattaforme streaming, ma non risulta ancora ufficialmente indicato il servizio che ne curerà la distribuzione.

Proprio sulla piattaforma si era concentrata una precedente parte della vicenda. Dopo le prime indiscrezioni era stata ipotizzata una distribuzione su Netflix, ma la società aveva successivamente smentito, attraverso Adnkronos, la lavorazione di una docuserie dedicata alla tiktoker napoletana.

Secondo quanto riferito da Gabriele Parpiglia la serie dovrebbe andare in onda su Prime ma la questione della destinazione finale di “Svergognata” resta quindi aperta. Il primo a parlare della docuserie sulla TikToker era stato Giuseppe Candela su Dagospia.

Cosa emerge dalla documentazione ufficiale

La consultazione del registro ministeriale consente dunque di distinguere gli elementi già documentati da quelli ancora da definire. “Svergognata” risulta registrata al DGCOL, una domanda collegata al progetto risulta approvata e la nazionalità provvisoria è stata riconosciuta.

Non è invece possibile affermare, sulla base della scheda disponibile, che la produzione abbia già ricevuto un finanziamento di un determinato importo. La voce relativa ai contributi ricevuti non riporta infatti somme.

Fanpage.it ha inoltre riferito di aver chiesto chiarimenti all’ufficio stampa del Ministero della Cultura sulle modalità tecniche attraverso le quali è stata valutata la pratica. Secondo quanto riportato dalla testata, il Ministero ha fatto sapere che sono in corso verifiche per chiarire se l’idoneità sia stata determinata attraverso una procedura automatica legata ai requisiti previsti oppure attraverso il passaggio davanti agli organismi competenti.

Il precedente sul tax credit

Nella ricostruzione pubblicata da Davide Maggio viene citato anche il caso di Francis Kaufmann e del progetto cinematografico “Stelle della notte”, associato a un beneficio di circa 863mila euro attraverso il meccanismo del tax credit, nonostante il film non fosse stato realizzato.

Il caso viene richiamato esclusivamente come precedente nell’ambito del dibattito sugli strumenti di sostegno pubblico al settore audiovisivo e non costituisce un elemento relativo alla pratica di “Svergognata”.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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