Il giovane creator Avery the Poke Kid combatteva da quasi otto anni contro un raro tumore al pancreas
Doveva essere una visita di routine. Invece quella che sembrava una normale giornata in ospedale si è trasformata nell’ultimo giorno di vita di Avery the Poke Kid, il giovane creator di 12 anni conosciuto sui social per la sua passione per le carte Pokémon.
Avery è morto venerdì 18 settembre, alle 19, dopo quasi otto anni di battaglia contro un raro tumore maligno del pancreas. La sua famiglia aveva da poco scelto nuovamente le cure palliative, ma i genitori erano convinti di poter avere ancora del tempo insieme.
«Sebbene Avery fosse stato recentemente trasferito in un hospice, eravamo convinti di avere ancora mesi da trascorrere con il nostro piccolo», hanno raccontato Christian Garcia e Rebecca Rosa-Valentin in un lungo messaggio pubblicato sui social.
Poi quella visita in ospedale.
«Oggi lo abbiamo portato in ospedale per quella che pensavamo sarebbe stata una visita di routine. Non avremmo mai immaginato di andarcene senza di lui».
L’ultimo abbraccio nel giardino dell’ospedale
Quando i genitori hanno capito che il tempo a disposizione con il figlio stava per terminare, hanno deciso di portarlo in uno dei luoghi che amava di più all’interno dell’ospedale: il giardino pensile.
È lì che la famiglia ha trascorso insieme gli ultimi momenti.
«Abbiamo tenuto il nostro bellissimo bambino tra le braccia, tutti insieme. Lo abbiamo baciato. Gli abbiamo detto quanto lo amavamo. Gli abbiamo detto quanto eravamo orgogliosi di lui. E siamo rimasti abbracciati a lui fino al suo ultimo respiro», hanno scritto i genitori.
Una perdita che arriva dopo quasi otto anni di cure, interventi chirurgici e radioterapia. Ad Avery era stato diagnosticato un pancreatoblastoma, un raro tumore maligno del pancreas che colpisce più frequentemente i bambini di età inferiore ai 10 anni.
Nel corso della malattia il ragazzino era già stato ricoverato in hospice in altre due occasioni. Il 17 settembre, appena un giorno prima della sua morte, i genitori avevano comunicato che era entrato nuovamente in un centro di cure palliative, spiegando di aver scelto di «stare insieme come famiglia e di apprezzare ogni momento che ci viene concesso».
Dai Pokémon al sogno di diventare creator
Nonostante la malattia, Avery aveva trovato nei Pokémon e nella creazione di contenuti uno spazio nel quale esprimere la propria personalità e condividere momenti di felicità con chi lo seguiva.
Nell’ultimo anno aveva iniziato a pubblicare foto e video con il nome di Avery the Poke Kid, mostrando le proprie cure ma anche la sua grande passione per le carte Pokémon e l’apertura dei pacchetti.
La sua community è cresciuta rapidamente, arrivando a centinaia di migliaia di follower sulle diverse piattaforme.
Avery aveva anche un obiettivo preciso: diventare un creator e raggiungere 100mila iscritti su YouTube. Un traguardo che è riuscito a conquistare all’inizio di settembre, poco prima della morte.
I genitori avevano allora ringraziato tutte le persone che avevano sostenuto il figlio durante il percorso: «Non riusciamo davvero a ringraziarvi abbastanza. Vi vogliamo bene».
«Daremmo qualsiasi cosa per un altro giorno»
Nel messaggio con cui hanno annunciato la morte, Christian Garcia e Rebecca Rosa-Valentin hanno voluto rivolgere un ringraziamento anche alla grande comunità costruita dal figlio.
«Grazie per l’amore che avete dimostrato al nostro piccolo. Grazie per aver pregato per lui, per aver fatto il tifo per lui, per aver guardato i suoi video e per avergli offerto una comunità che gli ha portato tanta felicità».
Poi la richiesta di privacy per affrontare il lutto lontano dai riflettori.
«Essere i genitori di Avery è stato il più grande privilegio della nostra vita. Daremmo qualsiasi cosa per un altro giorno. Ti ameremo per sempre, Avery».
E infine quelle parole con cui hanno salutato il figlio: «Il nostro bellissimo ragazzo».
Il cordoglio della comunità Pokémon
Dopo la notizia della morte, sui social sono comparsi numerosi messaggi dedicati al giovane creator.
PokeSean151 ha ricordato Avery sottolineando il modo in cui, nonostante la malattia, riusciva a trasmettere positività: «Ha trascorso ogni giorno felice, sorridente e diffondendo positività ovunque andasse».
Anche My Brother’s Pack, un altro creator, ha voluto ricordarlo per il suo carattere: «Eri tutto ciò che c’è di giusto al mondo». Nel messaggio ha descritto Avery come «generoso», «premuroso», «divertente», «creativo» e «affettuoso».
«La tua eredità vivrà davvero per sempre», ha aggiunto, ricordando «il sorriso più bello» e «il cuore più grande».
A 12 anni, Avery lascia così una comunità costruita attraverso la sua passione per i Pokémon e un percorso raccontato giorno dopo giorno sui social. Per quasi otto anni aveva combattuto insieme alla sua famiglia; negli ultimi mesi aveva trasformato anche la sua malattia in un messaggio di condivisione e speranza per centinaia di migliaia di persone.

