Christopher Gastón OgandoChristopher Gastón Ogando

Giudizio immediato per la 21enne accusata della morte del fidanzato Cristopher Gaston Ogando

L’omicidio di Cristopher Gaston Ogando arriva davanti alla Corte d’Assise di Parma. Il Tribunale ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Ludovico Valotti e ha disposto il giudizio immediato per Brenda Fumagalli, 21 anni, accusata di omicidio volontario aggravato dal rapporto di convivenza e dai futili motivi.

La prima udienza è stata fissata per 18 novembre. La giovane, accusata di aver ucciso il fidanzato, il 28enne Cristopher Gaston Ogando, il 4 marzo scorso nell’appartamento che i due condividevano nel centro di Parma, si trova agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

Ma nella ricostruzione della vicenda c’è un elemento investigativo che ha assunto un peso particolare: la videochiamata che un amico di Cristopher aveva con la vittima nei momenti immediatamente precedenti alla coltellata.

La videochiamata prima della coltellata

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tra Brenda e Cristopher sarebbe scoppiata una discussione. Il confronto sarebbe proseguito mentre il 28enne era collegato in videochiamata con un amico.

Quell’uomo avrebbe quindi assistito, seppure attraverso la videochiamata, agli ultimi momenti prima dell’aggressione. La sua testimonianza è stata successivamente acquisita agli atti attraverso un incidente probatorio, diventando uno degli elementi dell’inchiesta.

È proprio su questo passaggio che l’avvocato Francesco Liguori, che assiste la famiglia di Ogando, ha voluto richiamare l’attenzione.

«Sono soddisfatto del lavoro della Procura della Repubblica di Parma che, dopo la segnalazione della videochiamata e dopo aver sentito il testimone che aveva assistito a quei momenti, anche attraverso l’incidente probatorio, ha portato avanti un lavoro che ha funzionato», ha spiegato il legale.

Per Liguori, infatti, quell’attività investigativa ha avuto conseguenze concrete sull’evoluzione dell’inchiesta.

L’avvocato della famiglia: «Ha prodotto la modifica del capo di imputazione»

Il legale della famiglia Ogando ha sottolineato il percorso che ha portato alla decisione del Tribunale.

«Ha prodotto come risultato finale sia la modifica del capo di imputazione, sia la richiesta di giudizio immediato e il relativo accoglimento. Questa difesa non può che essere soddisfatta», ha dichiarato Liguori.

Un passaggio importante per la parte che assiste i familiari di Cristopher, perché ora la vicenda entra nella fase del processo davanti alla Corte d’Assise.

La data da segnare è quella del 18 novembre, quando sarà celebrata la prima udienza.

La ricostruzione dell’accusa: «Motivi banali» alla base della lite

Secondo la Procura di Parma, alla base della discussione tra i due ci sarebbero stati motivi banali.

Nel corso del litigio, secondo la ricostruzione accusatoria, Cristopher avrebbe cercato di avvicinarsi alla fidanzata per calmarla. Sarebbe stato proprio in quel momento che Brenda lo avrebbe colpito con un coltello da cucina.

La lama avrebbe raggiunto il giovane sotto l’ascella, penetrando per circa 22 centimetri.

Ogando venne soccorso e trasportato in ospedale, ma le ferite riportate si rivelarono troppo gravi. Il 28enne morì la mattina successiva, dopo la notte trascorsa in ospedale.

Brenda Fumagalli: «È stato un gesto involontario»

La versione della 21enne è sempre stata diversa da quella sostenuta dall’accusa.

Brenda ha infatti sostenuto di aver colpito Cristopher involontariamente, negando quindi la volontà di ucciderlo.

Sarà ora il dibattimento a confrontare le diverse ricostruzioni e a stabilire il peso degli elementi raccolti durante le indagini, compresa la testimonianza dell’uomo che si trovava in videochiamata con Ogando poco prima della coltellata.

La Procura contesta alla giovane l’omicidio volontario aggravato dal rapporto di convivenza e dai futili motivi.

Il 18 novembre la prima udienza davanti alla Corte d’Assise

Con il giudizio immediato disposto dal Tribunale di Parma, la vicenda giudiziaria entra dunque nella fase decisiva.

Da una parte ci sarà la ricostruzione dell’accusa, sostenuta anche dagli elementi raccolti durante l’incidente probatorio; dall’altra la versione di Brenda, che ha sempre parlato di un colpo partito involontariamente.

Per la famiglia di Cristopher Ogando, rappresentata dall’avvocato Francesco Liguori, il passaggio al processo rappresenta l’esito del lavoro investigativo svolto negli ultimi mesi.

Il 18 novembre, davanti alla Corte d’Assise di Parma, inizierà il processo sulla morte di Cristopher Gaston Ogando.

Di Redazione

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