Il dramma durante la Fiera di San SettimioIl dramma durante la Fiera di San Settimio

La tragedia alla Fiera di San Settimio, poi cinque giorni di speranza

È morta a tre anni la bambina ricoverata in condizioni disperate nella Rianimazione pediatrica dell’ospedale Salesi di Ancona dopo essere rimasta soffocata da un acino d’uva durante la Fiera di San Settimio a Jesi. Il decesso è stato accertato dal collegio medico alle 19.45 di oggi, al termine di giorni segnati dall’angoscia dei familiari e dai tentativi dei medici di salvare la piccola.

La bambina si trovava con i genitori nel centro di Jesi, tra le bancarelle della tradizionale fiera dedicata al patrono della città, quando un chicco d’uva le ha ostruito le vie respiratorie. L’allarme era scattato nel tardo pomeriggio del 23 settembre, tra le 18.30 e le 19.

La situazione è precipitata in pochissimi istanti. La madre avrebbe tentato disperatamente di farle espellere il corpo estraneo, mentre venivano allertati i soccorsi.

Due arresti cardiaci prima del trasferimento al Salesi

I soccorritori hanno eseguito le prime manovre rianimatorie nel tentativo di liberare le vie respiratorie e ristabilire le funzioni vitali. La bambina è andata incontro a un arresto cardiaco e il personale sanitario è riuscito a far ripartire il cuore.

La corsa è poi proseguita verso l’ospedale Carlo Urbani di Jesi. Anche durante il trasferimento e all’arrivo nella struttura la piccola ha avuto una nuova crisi cardiaca ed è stata sottoposta alle manovre di rianimazione da parte dei sanitari e dei volontari della Croce Rossa.

Una volta stabilizzata, è stata intubata e trasferita d’urgenza in eliambulanza all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. Le sue condizioni erano già gravissime.

La lunga battaglia in Rianimazione

Al Salesi la bambina è stata ricoverata nella Rianimazione pediatrica, dove è rimasta costantemente monitorata. Era sottoposta a sedazione farmacologica profonda e ventilazione meccanica, oltre alle terapie intensive necessarie per le sue condizioni.

Per la famiglia sono stati giorni di attesa e di speranza, fino alla drammatica comunicazione arrivata questa sera.

L’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche ha comunicato che il collegio medico ha accertato il decesso alle 19.45.

La scelta dei genitori: «Trasformare un dolore in una speranza di vita»

Di fronte alla tragedia, i genitori hanno espresso la volontà di donare gli organi della figlia. Una scelta che, nelle parole dell’azienda sanitaria, significa «trasformare un dolore in una speranza di vita per altri bambini».

Un gesto che potrebbe consentire ad altri piccoli pazienti di avere una possibilità, proprio mentre una famiglia è costretta ad affrontare la perdita della propria bambina.

Il sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo, ha espresso il cordoglio dell’intera comunità, ricordando il dramma che ha trasformato una giornata di festa in una tragedia.

«È purtroppo arrivata la tragica notizia che ci lascia tutti smarriti. La città intera si stringe attorno all’indicibile dolore di una famiglia che dopo giorni di angoscia ha visto spegnersi la speranza», ha scritto il primo cittadino.

Poi il riferimento alla decisione dei genitori: «Nel buio, la luce della generosità: i genitori hanno deciso di donare gli organi della piccola per aiutare altri bambini a vivere».

La Fiera di San Settimio, iniziata quel 23 settembre come un appuntamento di festa per la città di Jesi, è così rimasta segnata da una tragedia consumatasi in pochi minuti e culminata, dopo giorni di ricovero e di attesa, con la morte della bambina.

Di Redazione

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