L'avvocato Tizzoni della famiglia PoggiL'avvocato Tizzoni della famiglia Poggi

La famiglia di Chiara prende posizione mentre si avvicina la nuova udienza sul delitto

La famiglia Poggi non intende costituirsi parte civile contro Andrea Sempio nell’eventuale udienza preliminare che potrebbe seguire alla richiesta di rinvio a giudizio annunciata dalla Procura di Pavia. Una decisione che arriva mentre la nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi entra in una fase decisiva e mentre continua lo scontro sulle prove raccolte nel 2007 e sui nuovi accertamenti.

«Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti», ha spiegato Francesco Compagna, che insieme a Gian Luigi Tizzoni assiste i genitori e il fratello della vittima.

La famiglia, però, non uscirà dal procedimento che potrebbe riguardare Alberto Stasi. I legali dei Poggi hanno infatti annunciato che saranno presenti nell’eventuale giudizio di revisione promosso dalla difesa dell’uomo condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara.

Tizzoni: «La difesa di Stasi sapeva delle analisi sui pedali»

Ed è proprio sul fronte Stasi che nelle ultime ore si è acceso un nuovo scontro. Al centro ci sono le analisi effettuate dal Ris di Parma il 20 settembre 2007 sui pedali della bicicletta di Stasi.

Tizzoni respinge la ricostruzione secondo cui quegli accertamenti sarebbero stati eseguiti all’insaputa della difesa dell’allora imputato.

«Sostenere ancora oggi che quell’attività sia stata svolta all’insaputa della difesa di Alberto Stasi a me sembra smentito dai fatti», ha affermato il legale fuori dal tribunale di Pavia.

Secondo la sua ricostruzione, la difesa partecipò agli accertamenti e il 17 settembre 2007 decise di non proseguire, sollevando successivamente un’eccezione di nullità per il mancato avviso. L’eccezione venne respinta e, sostiene Tizzoni, non fu più riproposta.

Il legale contesta anche l’idea che un eventuale risultato negativo sia stato deliberatamente nascosto: «I dati erano lì e sono sempre stati lì».

Il nodo del Dna di Chiara sulla bicicletta

La questione più delicata resta però quella del Dna attribuito a Chiara Poggi sui pedali della bicicletta di Stasi.

Tizzoni sostiene che non sia corretto parlare di una scoperta capace di cancellare quanto emerso nel processo. «Ritengo che sia un po’ propaganda e non informazione leggere e sentire che non esiste Dna di Chiara Poggi su quei pedali», ha detto.

Secondo il legale, anche le analisi effettuate il 20 settembre non sarebbero in grado di smentire quelle precedenti, che avevano restituito un risultato positivo.

La questione è destinata a pesare anche sulla possibile revisione della condanna di Stasi, perché la sua difesa sostiene invece che i dati grezzi relativi a quelle analisi possano rappresentare un elemento favorevole rimasto fuori dal procedimento del 2007.

La perizia sulle unghie: la compatibilità con Sempio

Parallelamente, la nuova indagine continua a ruotare attorno al Dna maschile trovato sotto le unghie di Chiara.

La perizia depositata il 4 dicembre 2025 ha stabilito una compatibilità tra il materiale genetico individuato su due dita della vittima e Andrea Sempio o la linea paterna della sua famiglia. La compatibilità è stata valutata come «moderatamente forte» in un caso e «moderata» nell’altro.

Ma il dato non consente, secondo la stessa valutazione tecnica, di stabilire con certezza quando e come il materiale genetico sia arrivato sulle unghie della ragazza. Non è stato possibile determinare se le tracce fossero sopra o sotto le unghie né ricostruire con rigore scientifico se si siano depositate attraverso contaminazione, trasferimento diretto o mediato.

È uno dei punti sui quali accusa e difese continuano a dare interpretazioni profondamente diverse.

Sempio: «Prima o poi sarebbe successo»

Tra le carte della nuova inchiesta ci sono anche intercettazioni ambientali che riguardano Andrea Sempio e la sua famiglia.

In una conversazione con la madre Daniela Ferrari, risalente allo scorso dicembre, Sempio avrebbe raccontato di essersi aspettato che prima o poi sarebbe tornato sotto indagine. La sua convinzione, però, era che sarebbe successo dopo la scarcerazione di Stasi.

«Pensavo una volta che lui fosse uscito», avrebbe detto parlando con la madre e facendo riferimento anche ad Angela Taccia.

In un’altra conversazione il padre Giuseppe Sempio commentava invece con insofferenza le indagini e il tema del Dna.

La madre di Sempio: «Mio figlio è innocente»

La posizione della famiglia di Andrea Sempio resta netta.

Daniela Ferrari, intervistata dopo la chiusura delle indagini, ha ribadito che il figlio non ha alcun coinvolgimento nell’omicidio.

«Mio figlio con l’omicidio di Chiara Poggi non c’entra assolutamente niente, ed è totalmente estraneo», ha dichiarato.

E ancora: «Mio figlio non è che sa di essere innocente, è innocente. Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi».

Parole che arrivano mentre la Procura di Pavia si prepara a chiedere il rinvio a giudizio e il caso torna quindi davanti a un possibile nuovo passaggio giudiziario.

I Poggi guardano anche alla revisione di Stasi

In questo scenario si inserisce la posizione della famiglia Poggi sulla condanna definitiva di Alberto Stasi. I suoi legali, pur non costituendosi parte civile contro Sempio, hanno chiarito che saranno presenti nell’eventuale procedimento di revisione promosso dalla difesa dell’ex fidanzato di Chiara.

Il caso Garlasco si trova così davanti a due procedimenti destinati a intrecciarsi sul piano mediatico e probatorio: da una parte la nuova indagine che vede Sempio accusato dell’omicidio, dall’altra la battaglia di Stasi per rimettere in discussione una condanna definitiva.

Al centro restano le stesse domande che da anni accompagnano il delitto del 13 agosto 2007: il significato delle tracce genetiche, le analisi sui pedali della bicicletta, gli accertamenti del Ris e il peso che ciascun elemento può avere nella ricostruzione giudiziaria dell’omicidio di Chiara Poggi.

Di Redazione

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