Lancette indietro nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre
Un’ora di sonno in più, ma non per tutti un risveglio più riposato. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare: alle 3 le lancette dovranno essere spostate indietro alle 2. Un cambiamento che regala sessanta minuti sulla carta, ma che può scombussolare i ritmi quotidiani, soprattutto nei primi giorni.
Non è soltanto una questione di sveglia. Il passaggio al nuovo orario coinvolge il sonno, le abitudini alimentari, la gestione degli impegni e persino la routine degli animali domestici. E mentre le giornate si accorciano, arriva anche il bilancio dei mesi di ora legale: secondo Terna, oltre 90 milioni di euro risparmiati in Italia nel 2026 grazie al minor consumo di energia elettrica.
Ora solare, il corpo può impiegare una settimana per adattarsi
Il cambio d’ora può avere effetti sull’orologio biologico, il sistema che regola i ritmi circadiani in base all’alternanza tra luce e buio. A spiegarlo ad Adnkronos Salute è il pediatra Italo Farnetani, secondo cui per ritrovare il pieno equilibrio può essere necessaria almeno una settimana.
Per limitare gli effetti del cambiamento, l’esperto suggerisce di procedere gradualmente con gli orari del sonno. Chi era abituato ad addormentarsi alle 23 secondo l’ora legale può inizialmente coricarsi alle 22 con il nuovo orario, per poi posticipare il momento di andare a letto di circa dieci minuti al giorno, fino a riallinearsi alla nuova routine.
Nei primi giorni può capitare anche di svegliarsi spontaneamente prima del solito. Farnetani invita a sfruttare questo anticipo per dedicare più tempo alla prima colazione, spesso trascurata nonostante il suo ruolo nel fornire energia e sostenere le attività della giornata.
Il problema del sonno: il 76% degli italiani dorme meno di sette ore
L’ora in più non basta necessariamente a recuperare il riposo perduto. Secondo un’indagine online condotta da Doctolib su 3.000 maggiorenni italiani, il 76% dorme meno di sette ore a notte, mentre il 29% non raggiunge nemmeno le sei ore.
«Dormire meno del necessario, purtroppo, è diventata la norma per molte persone», osserva Vincenzo Tullo, neurologo esperto di medicina del sonno di Doctolib.
Il 32% degli intervistati cerca di recuperare nel fine settimana: il 22% dorme un’ora in più, mentre il 10% prolunga il riposo di almeno due ore. Una strategia che, tuttavia, può rendere più difficile riprendere i ritmi abituali all’inizio della settimana.
A pesare sono anche le abitudini serali. Il 59% guarda la televisione prima di addormentarsi e il 49% utilizza lo smartphone per social network, video o chat. Tra chi usa il telefono, il 18% trascorre sul dispositivo più di un’ora e il 14% continua a utilizzarlo fino ad addormentarsi.
Il nodo, sottolinea Tullo, è il disallineamento tra l’orario imposto dagli impegni quotidiani e quello che il nostro organismo richiederebbe per riposare a sufficienza.
Cani e gatti, perché il cambio d’ora può scombussolare anche loro
Il ritorno all’ora solare non riguarda soltanto le persone. Anche cani e gatti possono risentire dello spostamento delle lancette, soprattutto quando cambiano improvvisamente gli orari dei pasti, delle passeggiate e del rientro dei proprietari.
Gli animali non leggono l’orologio, ma si orientano attraverso i ritmi biologici e le abitudini consolidate. Per questo, se la pappa arriva più tardi rispetto al loro orologio interno o la passeggiata serale viene anticipata dal buio, possono manifestare impazienza, agitazione o comportamenti insoliti.
«Non è un capriccio, è una reale discrepanza biologica», spiega Manuela Michelazzi, medico veterinario comportamentalista attiva presso AniCura Clinica Veterinaria San Siro.
Il consiglio è spostare gradualmente gli orari di pasti e uscite, anziché modificare tutta la routine in una sola volta. Anticipare o posticipare le attività di pochi minuti al giorno può aiutare gli animali ad adattarsi con meno difficoltà. Le reazioni, comunque, variano da un soggetto all’altro.
Ora legale, risparmiati oltre 90 milioni di euro nel 2026
Con il ritorno dell’ora solare termina il periodo di ora legale, iniziato il 29 marzo. Secondo i dati di Terna, nei sette mesi di applicazione del 2026 il minor consumo di energia elettrica è stato pari a 300 milioni di kilowattora, un quantitativo paragonabile al fabbisogno medio annuo di circa 115.000 famiglie.
Il risparmio economico stimato supera i 90 milioni di euro, mentre la riduzione delle emissioni di anidride carbonica è valutata in circa 140.000 tonnellate.
Il bilancio di lungo periodo è ancora più significativo: tra il 2004 e il 2026, sempre secondo Terna, il minor consumo di elettricità legato all’ora legale ha superato i 12,3 miliardi di kWh, con un risparmio complessivo per i cittadini stimato in circa 2,4 miliardi di euro.
L’ora legale tornerà nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027. Nel frattempo, il cambio di questa notte porterà mattine con più luce e serate più buie, ricordando che l’ora guadagnata sull’orologio non coincide sempre con un riposo migliore.

