Luca Tommassini con la madre a VerissimoLuca Tommassini con la madre a Verissimo

A Verissimo il coreografo si racconta insieme alla madre Lina: il bullismo, le violenze in famiglia, il senso di colpa e il delicato intervento al cuore. «Morirò con questo peso»

Ci sono ferite che il successo non riesce a cancellare. E per Luca Tommassini, uno dei coreografi italiani più conosciuti anche all’estero, il passato continua ad avere un peso enorme. Ospite di Verissimo, nel salotto di Silvia Toffanin, ha ripercorso un’infanzia segnata dalla paura, dalle umiliazioni e dalla violenza domestica. Accanto a lui, la madre Lina, la donna che ha cercato in ogni modo di proteggerlo e di non spegnere il suo sogno di diventare un ballerino.

Il momento più doloroso del racconto riguarda proprio lei. «Papà l’ha mandata in coma davanti a me», ha ricordato Tommassini, lasciando emergere un dolore che neppure una carriera straordinaria è riuscita a mettere da parte. Una testimonianza intensa, nella quale si intrecciano i ricordi di un bambino bullizzato anche in casa, il sacrificio della madre e il senso di colpa che ancora oggi accompagna l’artista.

«Mio padre si vergognava di me»: l’infanzia tra bullismo e paura

Il coreografo ha raccontato di aver vissuto un’infanzia difficile, nella quale il padre non accettava la sua sensibilità e soprattutto la sua passione per la danza. «Da bambino io soffrivo perché venivo bullizzato, prima di tutti da papà dentro casa, che non mi permetteva di parlare, che non mi permetteva di fare, si vergognava di me, non pronunciava il mio nome», ha confidato a Silvia Toffanin.

A fare da argine a quella situazione c’era Lina, che cercava di frapporsi fisicamente tra il marito e il figlio. «Mamma cercava di difendermi e di proteggermi da lui in tutti i modi, anche fisicamente», ha spiegato Tommassini. La donna ha confermato di aver sempre sostenuto la passione del figlio, nonostante l’opposizione del padre: «Ho saputo sempre mettermi davanti perché il padre non voleva assolutamente che ballasse, che esprimesse la sua arte. Io gli ho sempre detto: “Luca vai” e lo accompagnavo».

Il ricordo più drammatico è legato a un episodio in cui il coreografo intervenne per proteggere la madre da un oggetto lanciato dal padre. «Un giorno papà ha tirato un posacenere di cristallo verso di lei; io mi misi in mezzo e lo presi in testa finendo in ospedale», ha raccontato. Tommassini ha aggiunto che la famiglia non denunciò le violenze perché, secondo il suo racconto, era stata minacciata e isolata dai parenti.

Il senso di colpa verso mamma Lina: «Morirò con questo peso»

L’ingresso della madre in studio ha reso ancora più commovente l’intervista. Lina ha ricordato quanto abbia cercato di fare per garantire al figlio un futuro diverso, accompagnandolo a scuola e sostenendolo nella danza. Per Tommassini, però, resta il dolore di averla lasciata sola mentre inseguiva una carriera che lo avrebbe portato a lavorare con artisti del calibro di Madonna, Michael Jackson, Lady Gaga e Laura Pausini.

«Morirò con questo senso di colpa perché per fare tutto quello che ho fatto ho dovuto sacrificare lei, la mia mamma», ha detto in lacrime. Un pensiero che, come ha spiegato, non è riuscito a superare neppure attraverso un percorso psicologico: «Sono ferite che non si curano, dovrò fare pace con questo».

L’intervento al cuore e quei sei giorni in terapia intensiva

Nel racconto a Verissimo c’è spazio anche per la battaglia per la salute affrontata negli ultimi anni. Il 23 dicembre 2024, al Policlinico Gemelli di Roma, Tommassini è stato sottoposto a un delicato intervento per ricostruire la valvola mitrale. L’operazione, durata circa sette ore, si era resa necessaria dopo che alcuni accertamenti avevano individuato un problema cardiaco.

A convincerlo a sottoporsi a una visita era stato Fiorello, amico di lunga data, che aveva notato il suo malessere durante un periodo di lavoro particolarmente intenso e lo aveva indirizzato verso uno specialista di fiducia. Gli esami avevano fatto emergere una disfunzione della valvola, rendendo necessario l’intervento. I medici riuscirono a riparare quella naturale, evitando la sostituzione con una protesi.

La convalescenza non fu semplice. Il coreografo ha ricordato il dolore al risveglio e i sei giorni trascorsi intubato, un’esperienza che gli ha fatto temere di non poter tornare alla vita di prima. «Non pensavo di poter tornare a vivere o riprendermi ciò che avevo prima», ha raccontato.

Fiorello, l’amico che si accorse del pericolo

Il rapporto con lo showman siciliano dura da circa trent’anni e non si limita alle collaborazioni professionali, compresa quella a Viva Rai2!. In un periodo di ritmi serrati, tra il tour di Laura Pausini e gli impegni televisivi, Tommassini aveva sottovalutato alcuni segnali del proprio corpo. Fiorello, invece, si era accorto che qualcosa non andava e lo aveva spinto a fare controlli.

Un’intuizione che si è rivelata decisiva e che ha rafforzato ulteriormente un legame già profondo, condiviso anche con Susanna Biondo, moglie dello showman. Oggi Tommassini può raccontare quella paura e tornare a guardare avanti. Ma, nel suo racconto a Verissimo, il pensiero più intenso resta rivolto a Lina: la madre che lo ha difeso quando era bambino e che continua a rappresentare una presenza fondamentale nella sua vita.

Di Rosalyn Bianca

Annarita Raiola: la passione per la televisione, la musica e il gossip sono state fonte di ispirazione per il suo percorso giornalistico. Un viaggio quotidiano che va dall’approfondita analisi dei programmi tv alle vicende dei personaggi che infiammano il web fino alle nuove tendenze musicali. In passato è stata voce di una radio locale a Serino, in provincia di Avellino.

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