Pierluigi Diaco e Alberto RavagnaniPierluigi Diaco e Alberto Ravagnani

Il conduttore riconosce di aver potuto gestire diversamente l’intervista a BellaMa’: «Toni meno incalzanti»

Pierluigi Diaco fa un passo indietro sui toni dell’intervista ad Alberto Ravagnani, ma traccia una linea netta sulle accuse e sulle insinuazioni circolate dopo la puntata di BellaMa’. Il giornalista riconosce che avrebbe potuto condurre il confronto in maniera diversa e ammette di aver sbagliato a replicare pubblicamente alle considerazioni di Milly Carlucci. Allo stesso tempo, però, annuncia di aver dato mandato ai propri legali di procedere con le querele contro chiunque abbia scritto o scriverà di presunte avances o approcci che, sostiene, non sarebbero mai avvenuti.

La vicenda è quella nata dall’intervista all’ex sacerdote e concorrente di Ballando con le Stelle, trasmessa da BellaMa’ il 3 novembre. Le dichiarazioni di Ravagnani e il successivo intervento di Carlucci durante la puntata del programma di Rai 1 del 7 novembre hanno alimentato il confronto pubblico. Ora Diaco interviene con una dichiarazione all’ANSA, ribadendo la propria disponibilità ad accettare le critiche professionali, ma contestando le ricostruzioni che, a suo giudizio, metterebbero in discussione la sua correttezza personale.

Le scuse di Diaco: «Avrei potuto usare toni diversi»

«Accetto come ho sempre fatto ogni tipo di critica, anche la più feroce, sul mio lavoro», premette il conduttore. Poi riconosce le osservazioni ricevute dalla Rai: «Come la Rai giustamente mi ha fatto notare avrei potuto condurre l’intervista ad Alberto Ravagnani con toni diversi e meno incalzanti, nonché avrei dovuto non rispondere in diretta televisiva alle considerazioni fatte sempre in tv da Milly Carlucci».

Diaco torna anche sulle scuse già pronunciate durante la trasmissione e ammette che sarebbe stato necessario un ulteriore chiarimento: «Probabilmente, se alle scuse già fatte in diretta durante l’intervista a BellaMa’ fossero seguite nuove scuse più consapevoli, non sarebbe successo nulla di tutto questo».

Una presa di posizione che arriva dopo le parole di Milly Carlucci, la quale a Ballando con le Stelle aveva espresso pubblicamente la solidarietà del gruppo nei confronti di Ravagnani, parlando di un’intera squadra stretta attorno al concorrente dopo quanto accaduto.

Il retroscena del camerino: «Volevo anticipargli gli ingredienti dell’intervista»

Nella sua ricostruzione, il giornalista affronta anche il tema dell’incontro con Ravagnani avvenuto prima della registrazione. Un episodio già raccontato durante la trasmissione Le Iene e sul quale il concorrente aveva fatto riferimento a Ballando con le Stelle, spiegando di essere arrivato alla diretta già turbato da alcune parole ascoltate in camerino.

Diaco sostiene di aver convocato l’ex sacerdote per correttezza, dopo aver saputo che non avrebbe avuto chiaro a quale trasmissione stesse per partecipare. «Anche senza attendere con pazienza l’autorizzazione aziendale, ho convocato in camerino Alberto Ravagnani quando mi è stato riferito che non sapeva in che trasmissione stesse per partecipare: l’ho fatto esclusivamente per anticipargli con correttezza gli ingredienti dell’intervista a cui sarebbe andato incontro», spiega.

Il conduttore aggiunge di non aver avuto intenzione di metterlo a disagio: «Anche in questo caso se ho detto qualcosa che ha turbato Alberto mi dispiace, ma davvero non era mia intenzione». Una precisazione con cui Diaco fornisce la propria versione di quel colloquio, finito al centro della discussione dopo il racconto di Ravagnani.

«Querelerò chi insinua avances o approcci mai avvenuti»

Il passaggio più duro della dichiarazione riguarda le allusioni alla sua condotta personale. Diaco distingue le critiche al modo in cui ha gestito l’intervista dalle insinuazioni che ritiene lesive della propria reputazione.

«Ciò su cui però non posso transigere e su cui sono costretto, mio malgrado, a difendermi, è l’offesa sotto forma di allusione alla mia onorabilità di uomo e di giornalista. Posso avere tanti difetti ma sono una persona seria e corretta», afferma.

Da qui la decisione di rivolgersi ai legali: «Ho dato mandato ai miei avvocati di querelare chiunque abbia scritto o scriverà insinuazioni relative ad avance o approcci mai avvenuti». Pierluigi Diaco spiega infine di voler tutelare non soltanto la propria immagine professionale, ma anche la sfera privata: «Devo tutelare non solo me stesso ma la mia famiglia, i miei affetti, la mia biografia e la Rai».

Le scuse per i toni dell’intervista, dunque, non chiudono la polemica. Diaco riconosce le proprie responsabilità nella gestione televisiva del confronto con Ravagnani, ma respinge con decisione qualsiasi insinuazione su comportamenti che negherebbe di aver mai tenuto e affida ai suoi avvocati la tutela della propria reputazione.

Di Redazione

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