L’esito dell’autopsia: nessuna traccia di aggressione
Nessun segno di violenza esterna. È questo il dato centrale emerso dall’autopsia eseguita sul corpo di Annabella Martinelli, la studentessa di Giurisprudenza trovata morta il 15 gennaio in un’area boschiva di Teolo, sui Colli Euganei, dopo giorni di ricerche.
L’accertamento medico-legale, secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, esclude lesioni compatibili con un’aggressione e rafforza in modo decisivo l’ipotesi del gesto volontario, già considerata prevalente dalla Procura di Padova.
Per gli inquirenti, si tratta ormai di una certezza investigativa, tanto che nelle prossime ore è attesa la firma del nulla osta ai funerali da parte del sostituto procuratore Martina Varagnolo, titolare del fascicolo aperto inizialmente per scomparsa.
Il messaggio sui social e i dubbi della vigilia
Nei giorni precedenti all’autopsia, alcuni elementi avevano alimentato interrogativi e ipotesi alternative. In particolare, un messaggio pubblicato sul social Threads dalla stessa Annabella aveva attirato l’attenzione:
«Se crepo e mi succede qualcosa, sappiamo tutti che è colpa di un uomo che non ha saputo accettare un rifiuto».
Una frase forte, che aveva fatto emergere la possibile pista di uno stalker o di una pressione esterna. Tuttavia, alla luce degli esiti medico-legali, questa ipotesi non trova riscontri oggettivi e viene ora considerata non compatibile con i dati emersi.
Le ultime ore di Annabella: le immagini e i testimoni
Fondamentale per la ricostruzione è stato l’incrocio tra videosorveglianza e testimonianze. Le telecamere hanno immortalato Annabella Martinelli la sera dell’allontanamento da casa, il giorno dell’Epifania.
La giovane viene ripresa:
- davanti a un’area di servizio a Selvazzano, dopo aver acquistato due pizze e una bevanda
- nei pressi del municipio di Teolo
- per l’ultima volta alle 23:06 a Villa di Teolo
Una ragazza incontrata lungo il percorso ha riferito agli investigatori di aver avuto la sensazione che Annabella dovesse incontrare qualcuno, un dettaglio che inizialmente aveva lasciato spazio a interrogativi.
La bicicletta, il lucchetto e il gesto estremo
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Annabella avrebbe legato la bicicletta con un lucchetto, si sarebbe fermata a mangiare alcuni tranci di pizza e, poco dopo, avrebbe compiuto il gesto di autolesionismo.
Il cellulare ha smesso di trasmettere segnali proprio in quell’area, fornendo l’ultimo punto utile per circoscrivere le ricerche.
Il giorno successivo, non ricevendo più notizie, la famiglia ha presentato denuncia di scomparsa, facendo scattare immediatamente il protocollo di emergenza.
Le ricerche e il tragico ritrovamento
La macchina delle ricerche, coordinata dalla Prefettura, ha coinvolto carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e cani molecolari, che hanno passato al setaccio l’intero territorio di Teolo e delle aree limitrofe.
Il 15 gennaio, nel primo pomeriggio, il ritrovamento è avvenuto in modo casuale: una donna che passeggiava con il proprio cane si è imbattuta nel corpo della giovane e ha immediatamente lanciato l’allarme.
Procura pronta a chiudere il fascicolo
Con l’esito dell’autopsia, la Procura di Padova si prepara a chiudere l’indagine, escludendo responsabilità di terzi. Resta il dolore per una vicenda che ha profondamente colpito la comunità e riaperto il dibattito sul disagio giovanile e sull’importanza di intercettare segnali di sofferenza spesso silenziosi.

