Il ritrovamento nel casolare e la svolta nelle indagini
È finita nel silenzio della boscaglia dei Colli Euganei, lontano da strade e sguardi, la vicenda di Annabella Martinelli, la studentessa di 22 anni scomparsa da Padova il 6 gennaio scorso. Il suo corpo è stato ritrovato nel pomeriggio di oggi in un vecchio casolare abbandonato nel territorio di Teolo, impiccato a una corda che, secondo gli investigatori, la giovane avrebbe portato con sé.
La zona, particolarmente impervia e difficilmente accessibile, non era stata battuta “così nel dettaglio” nei giorni delle ricerche. Un dettaglio che spiega perché il corpo sia rimasto nascosto per oltre una settimana.
Secondo i primi riscontri sarebbe morta la sera della scomparsa ma, nonostante la bici sia trovata poco distante, il corpo della 22enne è stato trovato solo oggi, 15 gennaio. “Si presume di sì, poi troverà conferma l’autopsia” – ha riferito il capitano Diego Del Tufo, comandante del Nucleo Radiomobile della compagnia di Abano Terme.
I biglietti nello zaino: “Intenzione suicidaria chiara”
A confermare la svolta investigativa è il procuratore capo di Padova, Angelantonio Racanelli, che ha reso noto il ritrovamento di alcuni biglietti scritti a mano nello zaino della giovane. Messaggi che, secondo gli inquirenti, esprimerebbero in modo esplicito la volontà di togliersi la vita.
Scritti analoghi erano stati rinvenuti anche nell’abitazione della ragazza. Elementi che, messi insieme, spingono la Procura a escludere responsabilità di terzi. «Allo stato non ci sono elementi che facciano ipotizzare il coinvolgimento di altre persone», ha chiarito Racanelli.
L’ipotesi suicidaria e l’attesa per l’autopsia
A ribadire la linea investigativa è anche il capitano Diego Del Tufo, comandante del Nucleo Radiomobile della compagnia di Abano Terme: «Si presume che il decesso risalga alla sera stessa della scomparsa. L’autopsia lo confermerà, ma al momento si propende per l’ipotesi suicidaria».
Sul posto sono stati trovati lo zaino, il telefono cellulare, i documenti e del denaro. Il cellulare aveva agganciato l’ultimo segnale il giorno successivo alla scomparsa, probabilmente quando Annabella era già morta.
Gli ultimi movimenti e le speranze infrante
Le ultime immagini disponibili, riprese dalle telecamere di sorveglianza, mostrano Annabella in sella alla sua bicicletta mentre si allontana da Padova. Poco dopo viene ripresa all’uscita di una pizzeria, con due pizze in mano. Un dettaglio che aveva alimentato la speranza che fosse in compagnia di qualcuno e ancora viva.
Una testimone, una ragazza di 19 anni, aveva raccontato di averla vista spingere la bici a mano e di essersi offerta di aiutarla, ricevendo un rifiuto cortese ma deciso. Oggi, quelle immagini e quei racconti assumono un significato definitivo.
Il bloc notes, i disegni e una fragilità silenziosa
Nello zaino di Annabella Martinelli è stato trovato anche un bloc notes con numerosi disegni: animali, figure astratte, tratti ripetuti. Nessun messaggio diretto, ma un mondo interiore che gli inquirenti descrivono come coerente con uno stato di profonda sofferenza.
Un dolore che non aveva dato segnali evidenti all’esterno, almeno secondo quanto emerso finora.
Il cordoglio istituzionale tra Veneto e Bologna
La notizia ha scosso l’intero Veneto. Il presidente della Regione Luca Zaia ha parlato di «un colpo durissimo per la comunità». Parole di sgomento anche dal mondo accademico: Annabella aveva studiato a Bologna, e il rettore Giovanni Molari ha espresso il dolore dell’intera comunità universitaria.
Il fascicolo aperto inizialmente per sequestro di persona cambia ora natura. Resta una morte che chiude un giallo, ma apre una ferita profonda, difficile da rimarginare.

