Botti di Capodanno, un cane muore per lo spavento: l’allarme da Salerno
Non ha retto al boato dei fuochi d’artificio. È morto così, nella notte di Capodanno, un cane anziano nel quartiere Torrione di Salerno. Una morte silenziosa, causata non da un trauma diretto ma da uno shock improvviso, che riaccende l’allarme sui pericoli legati ai botti e sul loro impatto devastante sugli animali.
Il malore fatale e l’appello dell’associazione
A raccontare l’accaduto è Antonio Ferrara, segretario dell’associazione Torrione Eventi APS, da tempo impegnata in campagne di sensibilizzazione contro l’uso indiscriminato di fuochi pirotecnici.
«È vergognoso – spiega – nonostante le iniziative portate avanti insieme al Comune di Salerno e a Salerno Pulita, ogni anno ci troviamo a piangere vittime innocenti. Questo cane era anziano, il suo cuore non ha retto allo spavento».
Secondo quanto ricostruito, l’animale avrebbe accusato un malore immediatamente dopo le esplosioni, risultate fatali nonostante i tentativi di soccorso.
La paura degli animali e i casi che si moltiplicano
Non si tratta purtroppo di un episodio isolato. Sempre nella notte di San Silvestro, a Macerata, un cane spaventato dai botti si è rifugiato davanti all’ingresso di un condominio in via Ignazio Silone. La segnalazione al Numero Unico 112 ha permesso l’intervento della Polizia di Stato, che ha messo in sicurezza l’animale e lo ha portato in Questura.
Grazie alla collaborazione con il servizio veterinario dell’ASL, è stato possibile risalire al proprietario attraverso il microchip e riconsegnare il cane alla famiglia.
«Un piccolo intervento – ha sottolineato la Questura – che racconta l’impegno quotidiano delle forze dell’ordine nel tutelare non solo le persone, ma anche gli animali, soprattutto nei momenti di maggiore stress come le festività».
Un problema che si ripete ogni anno
Il caso di Salerno riaccende il dibattito sulla pericolosità dei botti di Capodanno. Ogni anno, cani e gatti muoiono o si perdono a causa del panico generato dai fuochi d’artificio. Un fenomeno che, nonostante campagne informative e divieti comunali, continua a ripetersi.

