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Congiunti fuori comune in zona rossa, mobilitazione su Twitter: l’appello a Conte

congiunti fuori comune

Nelle regioni in zona rossa non è possibile incontrare congiunti fuori comune. Da oggi 15 novembre anche Toscana e Campania rientrano tra le regioni in cui vengono applicate misure più rigorose in emergenza coronavirus.

In zona rossa non è possibile incontrare i congiunti fuori comune

L’impossibilità di incontrare i congiunti al di fuori del comune di residenza o domicilio ha riacceso una polemica che aveva già caratterizzato la prima fase della pandemia tra marzo e aprile. In particolare ad alzare la voce sono le persone che hanno un legame affettivo non non formalizzato dal matrimonio o da unioni civili.

La rivolta di fidanzati e conviventi: ‘Discriminante non poter far visita in sicurezza’

Nel giro di poche ore l’hashtag #congiuntifuoricomune ha scalato la topic trend di Twitter. Successivamente è stato diffuso in rete un documento appello al premier per chiedere la rimozione della restrizione. “Nella fase 3 dell’epidemia da Covid 19 riteniamo discriminante non avere la possibilità di fare visita in sicurezza ai propri congiunti, circostanza di profondo disagio, in particolare, per chi abbia una relazione non formalizzata dal matrimonio e per legami di parentela.

Oggi, infatti, non è più tollerabile vedersi negare il diritto di incontrare i propri cari (anche se non conviventi), nonostante si sia resa necessaria l’adozione di ulteriori misure restrittive su tutto il territorio nazionale. Si pensi, ad esmepio, che in seguito alla suddivisione del Paese in zona di rischio, a partire dalla zona arancione, è vietato uscire dal proprio Comune di residenza ed eventualmente incontrare i congiunti al di fuori di esso se non per comprovate situazioni di necessità e urgenza”.

L’appello al Premier: ‘Autocertificazione per incontrare i congiunti fuori comune’

In rispetto con le attuali disposizioni per contenere l’epidemia da Covid 19 viene chiesto che “nel sopracitato DPCM siano consentiti anche gli spostamenti intercomunali, interprovinciali e interregionali ai propri congiunti. E al fine di agevolare le operazioni di controllo sul territorio suggeriamo di ricorrere al modello di autocertificazione prevedendo l’aggiunta di una voce specifica a indicare l’esistenza di una relazione stabile. Restiamo in fiduciosa attesa di un riscontro positivo al presente appello”.

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