A Pordenone cresce la tensione in via Damiani, il sindaco valuta l’abbattimento, ma gli animalisti annunciano battaglia.
Una situazione che sembra uscita da un film, ma che per i residenti di via Damiani a Pordenone è diventata una realtà quotidiana. Da settimane una cornacchia attacca sistematicamente chi passa nei pressi dell’albero dove ha costruito il proprio nido, costringendo molti abitanti a uscire di casa con ombrelli, cappelli rigidi e persino caschetti per proteggersi.
La vicenda è diventata un vero caso cittadino, tanto da finire anche sotto i riflettori della televisione nazionale e provocare un acceso scontro tra residenti, istituzioni e associazioni animaliste.
Gli attacchi continui: “Mi ha colpita nove volte”
La paura tra chi vive nella zona cresce giorno dopo giorno.
Una residente, intervistata durante la Vita in diretta, ha raccontato di essere stata presa di mira ripetutamente dal volatile.
“Mi ha colpita nove volte”, ha spiegato la donna, descrivendo una situazione che ormai rende difficili anche le normali attività quotidiane.
Altri abitanti sostengono che la cornacchia si lanci improvvisamente dall’alto non appena qualcuno esce di casa.
“Viene giù come una freccia appena esco”, raccontano i cittadini, esasperati da una convivenza che dura ormai da circa due mesi.
Perché la cornacchia è così aggressiva?
Secondo gli esperti e le associazioni animaliste, il comportamento del volatile potrebbe essere legato alla presenza del nido.
Le cornacchie, soprattutto nel periodo riproduttivo, possono diventare particolarmente protettive nei confronti dei piccoli e reagire in modo aggressivo quando percepiscono una minaccia nelle vicinanze.
Proprio questa sarebbe l’ipotesi sostenuta dai volontari della Lav, che invitano a non trasformare l’animale in un bersaglio.
Il sopralluogo sul nido e l’intervento dei vigili del fuoco
Nel pomeriggio di venerdì 5 giugno i vigili del fuoco, insieme a Guido Iemmi, responsabile della Lav di Pordenone, hanno effettuato un sopralluogo nell’area indicata dai residenti.
L’obiettivo era verificare la presenza del nido all’interno di un tiglio e accertare l’effettiva permanenza del volatile.
Le operazioni si sono concluse con una fase di osservazione senza ulteriori interventi diretti. Da quel momento ogni decisione è passata alle autorità competenti.
Il sindaco valuta l’abbattimento: esplode la polemica
La vicenda ha spinto il sindaco Alessandro Basso a disporre accertamenti e a valutare un provvedimento straordinario.
L’ordinanza firmata dal primo cittadino affida infatti alla Forestale la possibilità di procedere con un “prelievo selettivo eutanasico”, cioè l’abbattimento dell’esemplare qualora non emergano alternative praticabili.
Una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito.
Da una parte ci sono i residenti, convinti che il volatile rappresenti un pericolo concreto soprattutto per bambini e anziani.
Dall’altra gli animalisti, che ritengono eccessiva la soluzione dell’abbattimento e chiedono di individuare metodi alternativi per garantire la sicurezza pubblica.
Residenti e animalisti su fronti opposti
Chi vive in via Damiani sostiene che il problema sia ormai diventato insostenibile.
Molti raccontano di aver modificato le proprie abitudini quotidiane e temono che prima o poi qualcuno possa riportare conseguenze più serie.
La Lav, invece, ha già annunciato possibili iniziative di protesta nel caso in cui l’ordinanza non venga ritirata.
Secondo l’associazione, la presenza del nido e l’istinto di protezione dei piccoli potrebbero spiegare completamente il comportamento aggressivo della cornacchia, rendendo necessario un approccio diverso rispetto all’abbattimento.
Una vicenda che divide la città
Il caso della cornacchia di Pordenone sta assumendo contorni sempre più ampi e pone una questione che riguarda molte città italiane: come conciliare la sicurezza dei cittadini con la tutela degli animali selvatici che sempre più spesso condividono gli spazi urbani.
Nelle prossime ore saranno le autorità competenti a decidere il destino del volatile. Nel frattempo, in via Damiani, molti residenti continuano a guardare verso l’alto prima ancora di mettere piede fuori casa.

