Le ricerche tra le macerie proseguono senza sosta, ma i roghi provocati dalle batterie al litio rendono estremamente difficili le operazioni dei vigili del fuoco
Si aggrava il bilancio del drammatico crollo della palazzina avvenuto alla periferia sud di Messina. Dopo una notte di ricerche, i vigili del fuoco hanno recuperato il corpo senza vita di Carmelo Leone, imprenditore appartenente alla storica famiglia proprietaria dell’edificio. Restano invece ancora cinque le persone disperse, tra cui Alessandra Frazzica, appena 21 anni, commessa del negozio situato al primo piano della struttura crollata.
Le operazioni di soccorso continuano senza interruzioni, ma sono rese particolarmente complicate dagli incendi che continuano a svilupparsi tra le macerie a causa delle batterie al litio e dei pannelli solari presenti nell’edificio.
Alessandra correva per salvarsi: il collega è riuscito a fuggire
Tra le storie che più stanno colpendo la città c’è quella di Alessandra Frazzica, la più giovane tra i dispersi.
La ragazza lavorava nel negozio gestito da imprenditori cinesi al primo piano della palazzina. L’ultimo a vederla è stato il collega Davide Lambiase, che ha raccontato di aver tentato la fuga insieme a lei mentre l’edificio stava cedendo.
I due correvano mano nella mano verso un’uscita, ma il crollo li ha separati. Davide è riuscito a mettersi in salvo, mentre Alessandra è rimasta intrappolata sotto le macerie.
Recuperato il corpo di Carmelo Leone
Le speranze, purtroppo, si sono spente per Carmelo Leone, il cui corpo è stato individuato e recuperato dai vigili del fuoco dopo ore di scavi.
L’uomo apparteneva a una delle famiglie più conosciute di Messina. Il padre Giuseppe Leone aveva costruito la palazzina negli anni Ottanta realizzandovi uno storico negozio di elettrodomestici che per anni è stato un punto di riferimento in città.
La famiglia Leone era inoltre nota per aver sostenuto economicamente l’FC Messina negli anni della presidenza di Emanuele Aliotta.
Chi sono gli altri dispersi
Oltre ad Alessandra Frazzica risultano ancora dispersi:
- Sara Leone, 70 anni;
- Rosa Leone, 70 anni;
- Santino Magazù, marito di Rosa ed ex macchinista delle Ferrovie;
- Lhairu Warnakulasuriya, badante originario dello Sri Lanka che viveva a Messina da oltre vent’anni.
Proprio la sorella di Lhairu è stata tra le prime persone a dare l’allarme.
«Mio fratello era un gran lavoratore, una persona perbene. Lo chiamavamo continuamente al telefono ma non rispondeva», ha raccontato con grande commozione. L’uomo lascia la moglie e due figli.
Il dolore della figlia di Sara Leone
Tra le testimonianze più toccanti c’è quella di Cristina Ponzio, figlia di Sara Leone.
«Mia madre non doveva nemmeno essere qui», ha raccontato.
La donna ha spiegato che la madre stava trascorrendo l’estate a Falcone, sulla costa messinese, ma aveva deciso di rientrare in città per assistere la sorella Rosa, che da tempo aveva problemi di deambulazione.
«Era partita solo per darle una mano. Se fosse rimasta in villeggiatura oggi non sarebbe sotto quelle macerie», ha detto tra le lacrime.
I roghi ostacolano i soccorsi
Le operazioni di ricerca proseguono in condizioni estremamente difficili.
Secondo quanto spiegato dai vigili del fuoco, gli incendi che continuano a riaccendersi sono alimentati dalle batterie al litio presenti nel negozio al primo piano. Si tratta di focolai particolarmente complessi da spegnere e, in molti casi, è necessario attendere che le batterie esauriscano completamente la loro reazione.
Nel frattempo le squadre di soccorso lavorano senza sosta per raggiungere le zone ancora inesplorate della palazzina, nella speranza di individuare gli altri dispersi.

