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Coronavirus, pubblicati i verbali del CTS: il 7 marzo chieste misure differenziate ma fu disposto il lockdown

Angelo Borrelli

Sono stati pubblicati sul sito della Fondazioni Einaudi gli atti desecretati dei verbali del Comitato Tecnico Scientifico relativi ai Dpcm disposti dal Governo dopo i primi casi di coronavirus registrati a Codogno e in virtù della progressiva diffusione del virus.

Pubblicati dalla Fondazione Einaudi gli atti desecretati dei verbali del CTS

In base a quanto emerge dal verbale del 7 marzo del 2020 il CTS, composto da Agostino Miozzo, Giuseppe Ruocco, Giuseppe Ippolito, Claudio D’Amario, Franco Locatelli, Alberto Villani, Silvio Brusaferro, Maurio Dionisio, Luca Richeldi, Massimo Antonelli, Fabio Ciciliano, Andrea Urbani, Walter Ricciardi, Gianni Rezza, Roberto Bernabei, proponeva di disporre misure più stringenti per la Lombardia e nelle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini e Modena, Pesaro Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria e Asti.

Misure più rigide per la Lombardia e per diverse aree del nord Italia

Le misure di contenimento da adottare riguardavano il divieto di manifestazioni sportive di ogni ordine e disciplina, la sospensione delle attività nei comprensori sciistici, la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate nonché degli eventi in luogo pubblico o privato compresi quelli di carattere culturare, ludico, sportivo e religioso.

Inoltre veniva prevista l’apertura dei luoghi di culto condizionata all’uso di misure organizzative tali da garantire la possibilità di mantenere la distanza di un metro, la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, la chiusura dei musei, la sospensione delle procedure concorsuale pubbliche e private.

Le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico

Per quanto riguarda le attività di ristorazione, i bar e gli altri negozi non veniva inibito il regolare svolgimento dell’attività ma veniva predisposto l’obbligo di far rispettare le distanze di sicurezza e di garantire un accesso contingentato in modo da evitare assembramenti. Chiusure per tutte le attività che non potevano garantire il rispetto delle misure indicate. Tra le indicazioni del CTS anche la chiusura dei centri commerciali nei giorni prefestivi e festivi, delle palestre e il divieto d’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità a lungadegenza e in residenze sanitarie assistenziali (RSA).

Le misure per l’intero territorio nazionale

Misure meno stringenti erano state predisposte per l’intero territorio nazionale. Non veniva predisposta la chiusura dei musei ed erano previste sanzioni meno severe per le attività di bar e ristorazione che non garantivano il distaziamento e il divieto di assembramenti. In ogni caso il CTS disponeva la chiusura di scuole, pub e discoteche oltre che la sospensione delle attività svolte in tribunale, fatte salve le attività strettamente necessarie. “Si propone che tutte le misure siano efficaci fino al 3 aprile 2020”.

Suggerite misure differenziate (ma non troppo) per l’intero territorio nazionale ma fu disposto lockdwon

Due giorni dopo, però, il presidente del Consiglio Conte con il Dpcm del 9 marzo dà il via al lockdown estendendo le stesse misure a tutto il territorio nazionale senza distinzioni e senza citare a giustificazione del provvedimento alcun atto del Comitato tecnico scientifico.

Gli atti sono stati trasmessi mercoledì 5 Agosto 2020, alle 21:15, tramite PEC dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli agli avvocati Enzo Palumbo, Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Mauro Todero.

Verbale 28 febbraio

Verbale 1° marzo

verbale 7 marzo

verbale 30 marzo

verbale del 9 aprile

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