Il 58enne viveva nell’auto ferma per un guasto. Aveva perso il lavoro dopo una malattia e da pochi giorni aveva trovato una nuova possibilità all’emporio solidale
Una settimana. Tanto era durato il nuovo inizio di Daniele Beccari. Martedì 22 settembre il 58enne aveva cominciato un tirocinio retribuito all’emporio solidale di Mantova. Venti ore alla settimana, alcune centinaia di euro al mese e soprattutto la possibilità di tornare a costruirsi una vita dopo un periodo segnato dalla malattia, dalla perdita del lavoro e dall’assenza di una casa.
Lunedì 28 settembre, invece, Daniele è stato trovato senza vita nella Mercedes grigia che da mesi era diventata il suo rifugio. L’auto, ormai ferma a causa di un guasto, era parcheggiata in piazza Anconetta, nel centro di Mantova. Aveva i finestrini coperti da lenzuola per garantirgli un minimo di privacy.
Erano circa le 17.40 quando alcune persone che si trovavano nel parco vicino alla piazza si sono insospettite. Quella macchina era lì da tempo. Uno dei presenti si è avvicinato, ha spostato il telo che copriva i finestrini e ha visto l’uomo immobile sul sedile posteriore.
La Mercedes, il lenzuolo sui finestrini e quella scoperta nel pomeriggio
La richiesta di aiuto è stata immediata. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, che hanno aperto l’abitacolo, gli agenti della polizia locale, i sanitari e gli operatori dei servizi sociali.
Per Beccari, però, non c’era più nulla da fare. Secondo una prima valutazione, il 58enne sarebbe morto circa 24 ore prima del ritrovamento, probabilmente a causa di un malore. Gli accertamenti dovranno stabilire con maggiore precisione le cause della morte.
La scena raccontava però anche qualcosa della sua condizione. La Mercedes non era soltanto un’auto guasta: era diventata il luogo in cui Daniele Beccari dormiva e trascorreva le sue giornate. I lenzuoli sistemati sui vetri erano una soluzione semplice per proteggersi dagli sguardi e conservare almeno un frammento di riservatezza.
Accanto alla vettura era presente anche la bicicletta che una residente della zona gli aveva regalato. Non potendo utilizzare la Mercedes per spostarsi, Beccari la usava per muoversi in città.
La malattia, il lavoro perso e il dormitorio
Originario di Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, Daniele Beccari aveva lavorato come guardia giurata. Poi era arrivata una malattia che lo aveva costretto a fermarsi per un periodo lungo e, successivamente, la perdita del lavoro.
La sua situazione personale si era progressivamente complicata anche dopo la separazione dalla moglie. Rimasto senza una casa, aveva trovato inizialmente ospitalità nel dormitorio pubblico di Mantova. Negli ultimi mesi, però, la Mercedes era diventata il suo riparo.
Nonostante le difficoltà, Beccari aveva continuato a cercare una strada per uscire da quella condizione. Ed era proprio quando sembrava arrivata una prima concreta occasione di ripartenza che la sua vita si è fermata.
Grazie al sostegno della cooperativa Sol.Co, ad agosto aveva iniziato a frequentare l’emporio solidale. Poi era arrivata la possibilità di svolgere un tirocinio retribuito.
«Era una persona volenterosa e si dava da fare»
All’emporio avevano imparato a conoscerlo da poco, ma il ricordo che rimane è quello di una persona impegnata a rimettersi in piedi.
«Era una persona volenterosa e si dava da fare, non era un perdigiorno», hanno raccontato dall’emporio solidale. Beccari non aveva parlato della sua reale sistemazione e aveva raccontato di dormire in una stanza in affitto a casa di una conoscente.
«Se ce ne avesse parlato, lo avremmo aiutato: del resto siamo qui proprio per questo», hanno spiegato dall’emporio, sottolineando però anche il valore della sua scelta di non raccontare una situazione tanto personale. «Tutti però hanno una dignità, e probabilmente ci avrebbe spiegato la situazione più avanti. Purtroppo non c’è stato tempo».
Il 58enne stava inoltre completando le pratiche per poter usufruire della spesa settimanale dell’emporio, lo stesso luogo nel quale aveva appena iniziato il suo percorso lavorativo.
Un nuovo lavoro iniziato sette giorni prima
Il dettaglio che rende ancora più dolorosa la vicenda è proprio la coincidenza temporale. Martedì 22 settembre Beccari aveva iniziato il tirocinio. Lunedì 28 è stato trovato morto.
Erano soltanto pochi giorni, ma rappresentavano un passaggio importante per un uomo che aveva attraversato una lunga fase di difficoltà. Il progetto prevedeva venti ore di lavoro ogni settimana e un compenso di alcune centinaia di euro al mese.
Un primo passo, concreto, verso una maggiore autonomia.
Poi, nella giornata di lunedì, l’allarme lanciato da alcune persone sedute nel parco ha fatto emergere la tragedia. La Mercedes che per mesi era stata il suo rifugio è diventata anche il luogo del suo ultimo giorno.
Gli accertamenti della polizia locale dovranno chiarire definitivamente le circostanze della morte. Al momento l’ipotesi iniziale è quella di un malore, con il decesso che potrebbe essere avvenuto circa 24 ore prima del ritrovamento.
La sua bicicletta è rimasta accanto alla Mercedes, mentre a pochi metri l’emporio dove aveva appena cominciato a lavorare rappresentava quella possibilità di ricominciare che Daniele aveva fatto appena in tempo ad afferrare.

