Delitto di Garlasco: Andrea Sempio ha mai visto i video intimi di Chiara Poggi?
Secondo i consulenti informatici della famiglia Poggi, la risposta è no. Netta, tecnica, documentata. Andrea Sempio non ha mai avuto accesso ai filmati che ritraevano Chiara Poggi insieme all’allora fidanzato Alberto Stasi in atteggiamenti intimi. Video custoditi sul computer della giovane, utilizzato all’epoca dall’intera famiglia, e finiti negli anni al centro di una delle ipotesi di movente più discusse del delitto di Garlasco.
A chiarirlo non è la Procura — ed è un punto fondamentale — ma i consulenti tecnici della parte civile, gli esperti informatici Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, incaricati dai legali della famiglia Poggi. La loro relazione è stata depositata la scorsa settimana alla gip di Pavia Daniela Garlaschelli.
La relazione tecnica: perché i consulenti dei Poggi escludono Sempio
Grazie all’utilizzo di software di ultima generazione, gli esperti hanno riesaminato i dati digitali disponibili, arrivando a una conclusione chiara: non emergono tracce di accessi, visualizzazioni o tentativi di apertura dei file da parte di Andrea Sempio.
Un dettaglio tutt’altro che marginale, perché quei filmati — secondo una narrazione investigativa mai del tutto tramontata — avrebbero potuto rappresentare un possibile movente alternativo dell’omicidio del 13 agosto 2007. Un movente che avrebbe chiamato in causa l’amico del fratello della vittima, oggi nuovamente indagato.
Ma se quei video non sono mai stati visti da Sempio, la pista perde consistenza.
Il computer di Stasi e la sera prima dell’omicidio
Le conclusioni dei consulenti si intrecciano con un altro elemento emerso di recente e sempre proveniente dalla difesa Poggi. Secondo una consulenza già resa nota dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, la sera prima di essere uccisa Chiara Poggi avrebbe avuto accesso alla cartella “Militare” del computer di Alberto Stasi, dove erano archiviati numerosi file pornografici, già noti agli inquirenti all’epoca.
Chiara, secondo i tecnici, avrebbe visto almeno le anteprime di alcune immagini. Un particolare che, a distanza di 18 anni, potrebbe rafforzare l’ipotesi di un movente interno alla relazione con Stasi, l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio.
Sempio chiede l’incidente probatorio: perché ora
A oltre un anno dalla riapertura delle indagini, la difesa di Andrea Sempio passa all’offensiva. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno notificato un’istanza per chiedere alla gip di Pavia un incidente probatorio sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi, mai analizzati direttamente dai consulenti della difesa del 37enne.
Una mossa che punta a “cristallizzare” i dati informatici e, allo stesso tempo, a smontare definitivamente l’ipotesi di un movente legato ai video intimi.
La replica della difesa Stasi e lo scontro tra consulenze
I legali di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, hanno però contestato le conclusioni della parte civile, sostenendo che i nuovi accertamenti non confermano affatto il dato indicato dalla difesa Poggi, come già emerso in una perizia precedente. Per loro, se incidente probatorio deve essere, va fatto sul computer di Chiara Poggi, non su quello di Stasi.
Una certezza (per ora): non è la Procura, ma pesa
Una cosa, però, è certa: non è la Procura a escludere Sempio dai video, ma i consulenti dei Poggi. Un dettaglio che va chiarito, perché il peso processuale è diverso. Ma nel racconto pubblico di Garlasco, dove ogni file diventa simbolo, anche una consulenza di parte può spostare l’asse del dubbio.
E se il movente digitale si sgonfia, la domanda resta sospesa come allora:
non chi ha visto quei video, ma chi ha avuto qualcosa da perdere quella notte.

