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Elena Del Pozzo, la madre: ‘Mi sono girata per non guardare’, Gip duro: ‘Nessun segno di ravvedimento’

L’ha colpita alle spalle e non ha manifestato segni di pentimento. Nuovi particolari sull’omicidio della piccola Elena Del Pozzo a Mascalucia emergono dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip del Tribunale di Catania, Daniela Monaco Crea. Martina Patti viene definita “lucida e calcolatrice” ed evidenziando la necessità della misura restrittiva per il rischio di “pericolo di fuga”.

Omicidio Elena Del Pozzo, nuovi particolari dall’ordinanza di arresto di Martina Patti: ‘Lucida e calcolatrice’

La 23enne ha riferito al Gip di aver ricordi offuscati ma di essere certa di aver portato la bambina di 4 anni in un campo e di averle fatto del male con “una specie di coltello” che aveva con sé ma che non ricorda dove e in che modo si era procurato né il momento in cui ha iniziato a colpire la figlia. “Ero girata e non volevo guardare”.

Nell’ordinanza viene evidenziato dal Gip Daniela Monaco Crea “lo spiccato istinto criminale e l’elevato grado di pericolosità” della madre della piccola Elena sottolineando che non ha avuto alcun segno di pentimento e che è stata lucida nell’inscenare il rapimento. “Elementi che denotano una particolare spregiudicatezza, insensibilità, assoluta mancanza di resipiscenza e nessun segno di ravvedimento“.

‘Non ricordo la reazione di Elena mentre la colpivo’

Martina Patti, detenuta al carcere di Piazza Lanza, a Catania, ricorda soltanto di aver strappato una busta di plastica di colore nero dal rotolo prima di uscire di casa. “Non ricordo la reazione di Elena mentre la colpivo, forse era ferma. Ho ricordi annebbiati” – ha detto la 23enne al Gip.

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