Flavio Massa, Lorenzo Rovagnati e Roberto ItalianiFlavio Massa, Lorenzo Rovagnati e Roberto Italiani

Il giallo del Rolex a un anno della tragica morte di Lorenzo Rovagnati

Un dettaglio inquietante emerge a distanza di mesi dalla tragedia dell’elicottero precipitato a Castelguelfo, nel Parmense, in cui il 5 febbraio persero la vita l’imprenditore Lorenzo Rovagnati e i due piloti Leonardo Italiani e Flavio Massa. Durante le operazioni successive allo schianto, infatti, sarebbe sparito un Rolex Submariner, appartenente a uno dei piloti, per poi essere ritrovato in un cestino dei rifiuti all’interno di un reparto ospedaliero.

A portare alla luce la vicenda è stata l’emittente locale 12TvParma, che ha ricostruito una storia dai contorni delicati, capace di riaccendere l’attenzione su una tragedia che aveva già profondamente colpito il territorio e l’opinione pubblica.

Il ritrovamento dopo la segnalazione dei familiari

Dopo il disastro aereo, le salme delle tre vittime erano state trasferite all’Istituto di Medicina Legale dell’Ospedale Maggiore di Parma, dove vennero effettuate le autopsie. Al termine degli accertamenti, gli effetti personali dei piloti furono riconsegnati ai familiari.

È in quel momento che i genitori di Leonardo Italiani si accorsero dell’assenza del Rolex. Non si trattava soltanto di un oggetto di valore economico, ma di un ricordo dal forte significato affettivo: l’orologio era stato acquistato dalla madre alla nascita del figlio e donato a Leonardo il giorno del suo 18esimo compleanno.

Le indagini e il gesto inatteso

La segnalazione ha fatto scattare immediatamente gli accertamenti da parte dei carabinieri, che hanno aperto un’informativa e avviato verifiche e perquisizioni per chiarire quanto accaduto nei momenti successivi all’arrivo delle salme in ospedale.

Secondo quanto emerso, proprio l’attività investigativa avrebbe indotto chi si era impossessato dell’orologio a fare marcia indietro. Il Rolex Submariner è stato infatti ritrovato all’interno di un cestino dei rifiuti di un reparto ospedaliero. Un gesto che lascia intendere un tentativo di liberarsi dell’oggetto, probabilmente per timore delle conseguenze penali.

Una tragedia ancora sotto esame

Il ritrovamento dell’orologio riporta l’attenzione su una vicenda che, a distanza di quasi un anno, continua a essere oggetto di approfondimenti giudiziari. Lo schianto avvenne pochi minuti dopo il decollo dall’eliporto privato situato nella tenuta di Lorenzo Rovagnati, in una serata caratterizzata da una fittissima nebbia.

L’imprenditore fu rinvenuto all’interno della cabina dell’elicottero, mentre i due piloti vennero sbalzati all’esterno al momento dell’impatto. Tutti e tre morirono sul colpo.

Le cause dello schianto

La Procura e gli inquirenti stanno continuando a lavorare per chiarire le cause dell’incidente. Al momento, esclusa l’ipotesi di un malore improvviso dei piloti, resta in piedi soprattutto quella dell’errore umano, aggravato dalle condizioni meteo estremamente critiche.

Come avveniva abitualmente, Lorenzo Rovagnati si trovava nel Parmense per incontri di lavoro e si stava preparando a fare rientro in Brianza. Un volo di routine trasformato in una tragedia.

Un episodio che lascia interrogativi

Il furto e il successivo ritrovamento del Rolex aggiungono ora un ulteriore elemento di amarezza a una storia già segnata dal dolore. Un episodio che non modifica il quadro dell’incidente, ma che solleva interrogativi sul rispetto dovuto alle vittime e ai loro familiari in momenti così delicati.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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