Cinzia Dal Pino, a destra il momento dell'investimento mortaleCinzia Dal Pino, a destra il momento dell'investimento mortale

La pm Sara Polino punta alla massima pena per l’imprenditrice accusata di aver travolto più volte con il suv il 52enne che le aveva rubato la borsa

La Procura di Lucca ha chiesto l’ergastolo per Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice balneare viareggina imputata per l’omicidio di Noereddine Mezgui, il 52enne marocchino morto dopo essere stato investito più volte con un suv nella notte tra il 7 e l’8 settembre 2024 a Viareggio.

Una richiesta pesantissima arrivata al termine della requisitoria del pubblico ministero Sara Polino, secondo cui la donna avrebbe agito con una precisa “volontà omicidiaria” e con l’intenzione di “punire” l’uomo dopo il furto della borsa avvenuto poco prima.

Nel corso dell’udienza è arrivato anche un altro passaggio chiave del processo: la perizia psichiatrica disposta dalla Corte ha escluso qualsiasi vizio di mente.

“Non voleva fermarlo ma sopraffarlo”: la tesi dell’accusa

Secondo la ricostruzione della Procura, Cinzia Dal Pino non avrebbe tentato semplicemente di bloccare l’uomo dopo il furto, ma avrebbe deliberatamente scelto di aggredirlo con il proprio suv.

La pm ha parlato in aula di una vera e propria “forma di giustizia privata”.

Un elemento centrale nell’impianto accusatorio riguarda soprattutto le immagini delle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso la scena nella zona della Darsena di Viareggio.

Nei filmati, secondo quanto emerso durante il processo, si vedrebbe il suv investire il 52enne e schiacciarlo contro una vetrina, con l’auto che compirebbe più manovre avanti e indietro sul corpo dell’uomo.

Solo dopo, stando alla ricostruzione dell’accusa, la donna sarebbe scesa dal veicolo per recuperare la borsa rubata prima di allontanarsi.

La perizia psichiatrica: “Pienamente capace di intendere e di volere”

Nel processo era attesa anche la valutazione psichiatrica sull’imputata, considerata uno dei punti più delicati della vicenda.

I consulenti nominati dal tribunale, il neurologo Stefano Ferracuti e lo psichiatra Renato Ariotti, hanno escluso vizi di mente.

Secondo la relazione depositata a fine aprile e illustrata in aula, Dal Pino sarebbe stata pienamente capace di intendere e di volere al momento dei fatti.

Una conclusione che rafforza ulteriormente la linea accusatoria della Procura.

Un caso che ha diviso l’opinione pubblica

La vicenda di Viareggio ha provocato per mesi un forte dibattito anche fuori dalle aule giudiziarie.

Da una parte chi ha parlato di una reazione sproporzionata e di un gesto incompatibile con qualsiasi forma di legittima difesa; dall’altra chi ha puntato l’attenzione sul tema della sicurezza e sull’esasperazione vissuta da molte vittime di furti e aggressioni.

Proprio questa contrapposizione ha trasformato il caso in una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi mesi.

Verso la fase finale del processo

Con la requisitoria della Procura e il deposito della perizia psichiatrica, il processo entra ora nella sua fase conclusiva.

Nell’udienza sono stati ascoltati anche i legali della difesa di Cinzia Dal Pino, guidata dall’avvocato Enrico Marzaduri, insieme agli avvocati di parte civile.

Adesso si attende la decisione della Corte d’Assise di Lucca su un caso che continua a scuotere l’opinione pubblica nazionale.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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