Simone Colle e la madre vittime della tremenda esplosioneSimone Colle e la madre vittime della tremenda esplosione

La 60enne Teresa Tozzi e il 30enne Simone Colle le vittime della tragedia

Una nuova tragedia scuote Sant’Anatolia di Borgorose, in provincia di Rieti, dove una violenta esplosione ha provocato la morte di Simone Colle, 30 anni, e della madre Teresa Tozzi, 60 anni. La deflagrazione si è verificata nella mattinata di martedì 7 luglio all’interno della Pirotecnica Mattei, la stessa azienda già teatro di un drammatico incidente nel luglio del 2023, costato la vita a tre loro familiari.

L’esplosione ha riportato alla memoria una vicenda che sembrava impossibile da rivivere. Questa volta, però, il bilancio torna a essere pesantissimo e la Procura di Rieti ha già aperto un fascicolo per fare piena luce su quanto accaduto.

Chi sono le vittime della nuova esplosione

Le due vittime sono Simone Colle, operaio di 30 anni, e la madre Teresa Tozzi, che collaborava con l’azienda.

Secondo quanto confermato dal procuratore capo di Rieti, Paolo Auriemma, la violenta esplosione è avvenuta intorno alle 9 all’interno di una costruzione destinata alla fase preliminare del trattamento dei materiali utilizzati per la realizzazione degli artifici pirotecnici.

In un primo momento si era parlato di una casamatta, ma gli accertamenti effettuati sul posto hanno chiarito che il crollo ha interessato un diverso edificio produttivo, completamente distrutto dalla deflagrazione.

Simone era uno dei tre lavoratori presenti nell’area al momento dell’incidente. Gli altri due dipendenti sono rimasti illesi. Anche Teresa Tozzi si trovava all’interno dello stesso fabbricato quando si è verificata l’esplosione.

La tragedia del 2023 e il drammatico legame familiare

La vicenda assume contorni ancora più dolorosi per il legame con quanto accaduto appena due anni fa.

Nel luglio del 2023, infatti, sempre nello stabilimento della Pirotecnica Mattei, persero la vita Franco Colle e i figli Anna e Claudio Colle, tutti residenti ad Avezzano.

Simone Colle era parente delle tre vittime del precedente incidente.

Una famiglia che, nel giro di due anni, si ritrova così a piangere cinque vittime legate allo stesso impianto produttivo.

Dopo quell’incidente la magistratura aveva avviato un’inchiesta che aveva portato, nel giugno 2025, al patteggiamento di Fabrizio Mattei e Gaetano Mattei, titolari dell’azienda.

Le contestazioni riguardavano, tra gli altri reati, detenzione di materiale esplodente in un sito non autorizzato, caporalato e morte come conseguenza di altro delitto.

Successivamente lo stabilimento era stato dissequestrato e aveva ripreso la produzione dopo aver ottenuto nuovamente le autorizzazioni necessarie.

La Procura apre un’inchiesta per omicidio colposo

La Procura di Rieti ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, anche se gli inquirenti precisano che il quadro investigativo è ancora in evoluzione e non si esclude che possano essere contestate ulteriori ipotesi di reato.

Sul luogo dell‘esplosione stanno operando i Vigili del Fuoco, i militari del Racis dei Carabinieri e gli specialisti incaricati dei rilievi tecnici.

Nei prossimi giorni saranno disposti gli accertamenti irripetibili, comprese le autopsie e le consulenze tecniche, per stabilire con precisione cosa abbia provocato la deflagrazione e verificare il rispetto delle norme di sicurezza all’interno dell’impianto.

L’obiettivo degli investigatori è ricostruire la sequenza degli eventi e accertare eventuali responsabilità.

Il cordoglio e la richiesta di fare chiarezza

Alla notizia dell’incidente è arrivato anche il messaggio della Uil Lazio e della Uil Rieti e Sabina Romana, che hanno espresso vicinanza alle famiglie delle vittime.

I rappresentanti del sindacato hanno sottolineato come ogni morte sul lavoro rappresenti una sconfitta per l’intera collettività, chiedendo che venga fatta piena luce sulle cause dell’esplosione e sull’eventuale rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza.

Intanto la comunità di Borgorose e quella di Avezzano, da cui proveniva la famiglia Colle, tornano a fare i conti con un dolore già vissuto.

A distanza di due anni dalla tragedia del 2023, lo stesso stabilimento torna infatti a essere teatro di un incidente mortale. Saranno ora le indagini della Procura e gli accertamenti tecnici a chiarire cosa sia accaduto all’interno dell’edificio dove madre e figlio hanno perso la vita.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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