Lorenzo Innocenti e Eleonora GuidiLorenzo Innocenti e Eleonora Guidi

La decisione dei periti sul caso di Rufina

Nuovo capitolo giudiziario nel caso del femminicidio di Eleonora Guidi, la donna di 34 anni uccisa l’8 febbraio 2025 a Rufina, in provincia di Firenze.

Secondo la perizia disposta dal giudice per le indagini preliminari Alessandro Moneti, il compagno della vittima, Lorenzo Innocenti, non sarebbe attualmente in grado di partecipare al processo a suo carico.

L’uomo, architetto di 37 anni accusato di omicidio volontario, presenta infatti gravi conseguenze neurologiche dopo il tentativo di suicidio avvenuto subito dopo il delitto.

La valutazione è stata redatta da un collegio di specialisti composto dallo psichiatra Rolando Paterniti, dalla neurologa Antonella Notarelli e dal medico legale Beatrice Defraia.


Amnesia e difficoltà cognitive dopo il tentato suicidio

Secondo quanto riportato nella relazione peritale, Innocenti soffrirebbe di amnesie, difficoltà nel linguaggio e problemi nel ragionamento.

Queste condizioni sarebbero legate al grave trauma cranico riportato dopo essersi lanciato dal terrazzo della propria abitazione subito dopo l’omicidio.

Per questo motivo i periti ritengono che l’uomo non sia attualmente in grado di partecipare consapevolmente al processo.

La situazione, però, potrebbe non essere definitiva. Gli esperti ritengono infatti possibile un miglioramento grazie a un percorso riabilitativo in una struttura specializzata della durata di almeno 12 mesi.

Al termine di questo periodo è prevista una nuova valutazione delle sue condizioni neuropsicologiche.


“Non è socialmente pericoloso”

La perizia stabilisce inoltre un altro punto centrale: secondo gli specialisti Innocenti non sarebbe socialmente pericoloso, nel senso che non ci sarebbero elementi che facciano temere la reiterazione del reato.

Questa valutazione ha importanti conseguenze sul piano giudiziario.

Se una persona non è considerata capace di partecipare al processo e non è ritenuta pericolosa, non possono essere applicate né misure cautelari né misure di sicurezza.

Attualmente l’uomo è ricoverato presso l’ospedale di Ponte a Niccheri, dove si trova senza restrizioni.


Il delitto davanti al figlio di un anno e mezzo

Secondo la ricostruzione dell’inchiesta coordinata dalla pm Ornella Galeotti, la mattina dell’omicidio Eleonora Guidi stava preparando il caffè in casa.

In quel momento il compagno l’avrebbe colpita alle spalle con un coltello, infliggendole 24 coltellate.

Il delitto sarebbe avvenuto a poca distanza dal figlio della coppia, che all’epoca aveva appena un anno e mezzo.

Dopo l’aggressione, Innocenti si sarebbe lanciato dal terrazzo nel tentativo di togliersi la vita.


I consulenti della famiglia contestano la perizia

Di tutt’altro avviso sono i consulenti incaricati dalla famiglia della vittima.

Secondo il neurologo Sandro Sorbi, il medico legale Aurelio Bonelli e lo psichiatra Stefano Berrettini, il comportamento dell’uomo dimostrerebbe una forte pericolosità.

Nella loro valutazione sottolineano come l’aggressione sia stata caratterizzata da estrema violenza, con numerosi fendenti, e senza che vi fossero precedenti patologie neurologiche o psichiatriche note.

Secondo i consulenti della famiglia, Innocenti sarebbe quindi un soggetto incapace di controllare le proprie pulsioni aggressive.


La rabbia della sorella della vittima

Le conclusioni della perizia hanno provocato una forte reazione tra i familiari di Eleonora Guidi.

La sorella Elisabetta ha espresso tutta la propria indignazione.

“Parla, si muove, gira libero in ospedale ma non lo vogliono processare. È uno scandalo”, ha dichiarato.

La donna ha anche sollevato dubbi sull’assenza di misure patrimoniali a tutela del figlio della vittima.

“Non gli sono stati sequestrati i beni a favore del bambino, come avviene di solito nei casi di femminicidio con minori coinvolti. E non è stato ancora formalizzato l’affidamento”.


L’udienza decisiva fissata per il 25 marzo

La vicenda tornerà in aula il 25 marzo, quando il tribunale discuterà le conclusioni della perizia.

In quella sede i consulenti della famiglia Guidi cercheranno di dimostrare che Innocenti sarebbe comunque in grado di affrontare il processo.

Nel frattempo il caso continua a suscitare indignazione e dolore tra chi chiede che venga fatta piena luce su uno dei femminicidi più drammatici degli ultimi anni.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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