Quartieri evacuati e comune quasi isolato
Niscemi, 30 mila abitanti nel cuore del Nisseno, è una città ferita che oggi fa i conti con una delle emergenze più gravi della sua storia recente. Il fronte della frana che sta sconvolgendo il territorio si estende per quattro chilometri, una ferita aperta che continua ad avanzare e che ha già costretto circa mille persone ad abbandonare abitazioni, uffici e attività commerciali. Un numero destinato, secondo le autorità, ad aumentare.
La cittadina, a 22 chilometri da Gela e a circa 100 da Catania, è ormai quasi isolata. Interi quartieri – Sante Croci, Trappeto e via Popolo – sono stati evacuati. Le strade principali, la 10 e la 12, sono state chiuse per motivi di sicurezza. L’unico collegamento rimasto praticabile è la provinciale 11, mentre la frana ha interrotto i collegamenti con la statale Gela-Catania.
Sfollati in aumento e quartieri svuotati
Molte famiglie hanno trovato ospitalità da parenti, altre sono state accolte nel palazzetto dello sport, allestito come centro di emergenza. Le immagini raccontano una città sospesa: porte chiuse in fretta, negozi abbandonati, strade transennate.
“Gli sfollati stanno aumentando perché la frana non è ferma – avverte il capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano – il fronte continua ad avanzare verso il centro abitato e questo impone di ampliare progressivamente l’area delle evacuazioni”.
Un elemento che cambia radicalmente lo scenario: alcune abitazioni potrebbero non essere più recuperabili. “Se una casa si trova sulla frana – spiega Ciciliano – non solo non si potrà rientrare ora, ma probabilmente non si potrà rientrare mai”.
Viabilità compromessa e vita quotidiana stravolta
Alla minaccia geologica si somma quella logistica. Tre delle quattro strade che collegano Niscemi sono interessate dal dissesto. A essere colpita non è solo la mobilità, ma l’intera vita ordinaria: scuole, ospedale, servizi essenziali.
“Non è più una vita normale – sottolinea ancora Ciciliano – ed è una condizione che va affrontata con soluzioni immediate e con una visione per il futuro di questo territorio martoriato”.
Domani il capo della Protezione civile sarà a Niscemi e a Caltanissetta per un sopralluogo diretto insieme al sindaco, al prefetto e alle autorità locali.
La paura degli sfollati e le testimonianze
La voce dei cittadini racconta un’emergenza fatta di incertezza e paura. “Abbiamo paura per noi e per le nostre case – dice uno degli sfollati – ieri notte siamo andati da parenti, ma non sappiamo cosa succederà”.
Francesco Blanco, autotrasportatore, ha acquistato casa appena un anno fa: “Ho un mutuo, la mia abitazione è nella zona colpita. Oggi non so cosa ne sarà del mio futuro”.
Anche professionisti e attività sono coinvolti. “È una frana peggiore di quella del 1997 – afferma l’avvocato Ennio Adamo – ho casa e studio qui. Abbiamo preso poche cose e lasciato tutto il resto”.
È critica la situazione a #Niscemi, in Sicilia, a causa di una grossa #frana che continua a provocare nuovi crolli. Case inagibili: sono 1.060 al momento gli sfollati. La regione è già stata duramente colpita dal maltempo dei giorni scorsi.#Tg1 Stefania Squarcia pic.twitter.com/0rgLUnQbef
— Tg1 (@Tg1Rai) January 26, 2026
Monitoraggi, droni e istituzioni in campo
Diversi droni sorvolano costantemente l’area per monitorare l’evoluzione del fronte franoso, mentre tecnici e ingegneri sono al lavoro per individuare possibili vie di collegamento alternative.
Il sindaco Massimiliano Conti coordina il centro operativo comunale in stretto contatto con Protezione civile nazionale e regionale e con la Prefettura di Caltanissetta. Nel pomeriggio ha effettuato un sopralluogo anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno.
“La situazione è estremamente delicata – ha dichiarato il governatore Renato Schifani – gli specialisti della prevenzione nazionale sono già sul posto e il monitoraggio è costante”.

