“Ridacci la Lega”: Salvini contestato davanti all’abbazia
Doveva essere il giorno del raccoglimento, si è trasformato anche in un momento di forte tensione politica. Ai funerali di Umberto Bossi, a Pontida, Matteo Salvini è stato duramente contestato da una parte della base leghista.
All’arrivo del leader del Carroccio sul sagrato dell’abbazia di San Giacomo, tra le bandiere storiche e i cori per il Senatur, si sono alzate urla nette:
“Salvini, ridacci la Lega”,
“Vergogna”,
“Molla la camicia verde”.
Segnali evidenti di una frattura mai completamente ricucita tra la Lega delle origini e quella attuale.
La reazione di Francesca Verdini: “Cafone, vattene”
A rompere definitivamente il silenzio è stata Francesca Verdini, compagna di Salvini, che ha reagito alle contestazioni con parole durissime.
Di fronte a un militante che continuava a urlare, si è girata e ha risposto senza filtri:
“Sei a un funerale, cafone. Vai, maleducato. Vattene a casa”.
Un intervento diretto, a difesa del leader leghista, che ha immediatamente acceso ulteriormente il clima.
Salvini, invece, ha scelto di non replicare. Ha continuato a salutare i presenti, stringendo mani e mantenendo un atteggiamento apparentemente disteso.
Funerali di #Bossi a Pontida: scontro tra Francesca Verdini e un militante leghista. “Ridacci la Lega, Salvini!”, ha urlato l’uomo. La compagna del leader del Carroccio gli ha risposto: “Sei a un funerale, cafone. Vai, maleducato. Vattene a casa”. (📹 LaPresse) @PolitikosIt pic.twitter.com/dkofODUWIV
— Politikos (@politikosit) March 22, 2026
Pontida divisa tra fedeltà a Bossi e tensioni interne
L’atmosfera fuori dall’abbazia raccontava due anime diverse. Da una parte il popolo storico della Lega, con:
- bandiere del Sole delle Alpi
- simboli di Alberto da Giussano
- cori come “Padania libera” e “Roma ladrona”
Dall’altra, le contestazioni rivolte a esponenti politici, in particolare a Salvini.
Uno striscione riassumeva il sentimento di molti:
“Grazie capo, la tua storia vivrà sempre con noi”.
Un omaggio al fondatore, ma anche un richiamo implicito a un’identità che parte della base sente tradita.
L’arrivo dei big e le reazioni diverse
Alla cerimonia erano presenti numerosi esponenti politici e istituzionali. Tra i primi ad arrivare Giancarlo Giorgetti, visibilmente commosso, insieme a diversi volti storici del partito.
Applausi spontanei hanno accompagnato l’arrivo di Luca Zaia, ancora oggi percepito da molti come vicino allo spirito originario del movimento.
Clima ben diverso, invece, per altri esponenti:
- fischi e insulti per Mario Monti
- contestazioni anche per Daniela Santanchè
Accoglienza calorosa, invece, per la premier Giorgia Meloni e per Antonio Tajani, tra applausi e cori.
Salvini tra simboli e polemiche
Il leader della Lega si è presentato con un look fortemente identitario: completo scuro, camicia verde e spilla di Alberto da Giussano.
Un richiamo evidente alla tradizione leghista, ma che non è bastato a evitare le contestazioni.
Anzi, proprio quella simbologia ha alimentato le critiche di chi lo accusa di aver allontanato il partito dalle sue radici.
Una frattura che resta aperta
Le parole dell’ex ministro Roberto Castelli sintetizzano il clima:
“La Lega di Salvini non è la Lega. È un altro partito”.
Un giudizio duro, che riflette una tensione interna che il funerale di Bossi ha riportato in superficie.
Nel giorno dell’addio al fondatore, Pontida si è ritrovata unita nel ricordo, ma divisa nel presente.

