“Giorgia non ce l’ha fatta”: il messaggio di mamma Francesca e papà William
È arrivata attraverso la pagina che per anni aveva raccontato ogni suo piccolo traguardo la notizia più dolorosa: Giorgia Kus è morta a 11 anni. A comunicarlo sono stati i genitori, Francesca Doretto e William Kus, con poche parole affidate a “La Forza di Giorgia Kus”, il diario social attraverso il quale avevano condiviso con centinaia di migliaia di persone la lunga battaglia della figlia contro una malattia rara e complessa.
“Scusate la brevità del post ma non so che scrivere ora. Giorgia non ce la ha fatta. Quando riuscirò scriveremo qualcosa in più scusate”, hanno scritto i genitori nel messaggio pubblicato il 27 agosto. Una frase breve, quasi impossibile da scrivere, che ha raggelato la grande comunità raccolta intorno alla storia della bambina.
Il malore durante la vacanza in Spagna
Gli ultimi giorni di Giorgia erano iniziati lontano da casa. La famiglia si trovava in Spagna, dove era andata anche a trovare il nonno, quando la bambina ha avuto una grave crisi respiratoria. Venerdì scorso è stata accompagnata al pronto soccorso di Elche, dove le sue condizioni hanno reso necessario sedarla e intubarla.
Successivamente è stata trasferita d’urgenza ad Alicante, in una struttura più attrezzata per affrontare la situazione. Giorgia aveva contratto una grave polmonite e il quadro clinico è progressivamente peggiorato. Nonostante le cure, la piccola non è riuscita a superare questa nuova emergenza.
Una malattia che aveva cambiato la sua vita
La storia di Giorgia era iniziata quando era ancora piccolissima. Nel 2019, a soli quattro anni, era stata ricoverata in terapia intensiva pediatrica all’ospedale di Padova in condizioni gravissime. Aveva perso la capacità di camminare e sviluppato importanti problemi respiratori, mentre la patologia che l’aveva colpita rimaneva per lungo tempo difficile da identificare.
Da allora era cominciato un percorso fatto di ricoveri, terapie, riabilitazione e continui ostacoli. La famiglia, originaria di Trieste, si era trasferita nel Trevigiano proprio per permettere alla bambina di ricevere le cure e la riabilitazione necessarie. A Conegliano Giorgia aveva seguito lunghi percorsi presso La Nostra Famiglia, affrontando ogni giorno una nuova sfida.
“La Forza di Giorgia Kus”, una comunità enorme
Nel corso degli anni, il racconto della famiglia era diventato molto più di un semplice diario personale. La pagina “La Forza di Giorgia Kus” aveva raccolto una comunità vastissima, arrivando a contare oltre 148 mila follower già nel 2021 e superando successivamente quota 280 mila.
Attraverso quel canale, Francesca e William avevano raccontato non soltanto la malattia della figlia, ma tutto ciò che comportava vivere con una condizione tanto complessa: le cure, la riabilitazione, gli spostamenti, le difficoltà quotidiane e la necessità di conquistare diritti che per altri bambini appaiono scontati.
L’ultima battaglia era stata per la scuola
Tra le conquiste più recenti c’era stata anche quella legata alla scuola. A 11 anni Giorgia Kus voleva continuare a studiare, stare insieme ai suoi coetanei e mantenere un legame con quella normalità che la sua malattia aveva reso difficile.
A Conegliano la ricerca di una scuola media che potesse accoglierla aveva incontrato ostacoli legati soprattutto alle sue esigenze e alle barriere architettoniche. Alla fine era stata individuata una soluzione a Rua di Feletto, nell’ambito dell’Istituto comprensivo 3 di Conegliano.
Quella possibilità aveva rappresentato per Giorgia e per i suoi genitori una vittoria dal valore enorme: non soltanto trovare un’aula accessibile, ma continuare a immaginare il futuro, frequentare gli amici e coltivare il diritto di una ragazzina a crescere come le sue coetanee.
Il ricordo di una bambina che non si è mai arresa
Oggi, dopo la morte di Giorgia, resta il lungo racconto di una bambina che insieme alla sua famiglia ha trasformato una storia dolorosa in una battaglia pubblica per la dignità, l’assistenza e l’inclusione.
Gli ultimi momenti felici erano stati quelli della vacanza in Spagna. Poi la crisi respiratoria, il ricovero a Elche, il trasferimento ad Alicante e infine la notizia più difficile.
“Giorgia non ce la fatta”. Poche parole che chiudono un diario durato anni e lasciano una comunità enorme a fare i conti con un dolore che, per ora, non ha bisogno di altre spiegazioni.

