Giovanni LuppiGiovanni Luppi

Il giovane era a casa della ragazza che frequentava quando sarebbe arrivata a sorpresa un’altra amica interessata a lui

Aveva soltanto 26 anni e, secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni, avrebbe cercato di evitare una situazione che avrebbe potuto far soffrire due persone. Un gesto dettato dalla volontà di non creare tensioni che, invece, si è trasformato in una tragedia.

Si chiamava Giovanni Luppi il giovane morto nel pomeriggio di domenica a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, dopo essere precipitato per diversi metri attraverso un lucernario in plexiglas che ha ceduto sotto il suo peso.

Le indagini dei carabinieri stanno cercando di ricostruire con precisione gli ultimi minuti di vita del ragazzo, mentre il racconto dei familiari restituisce il ritratto di un giovane che «non voleva avere problemi con nessuno».

Il tentativo di evitare un incontro inatteso

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Giovanni stava trascorrendo il pomeriggio nell’appartamento di una ragazza che frequentava riservatamente, al sesto piano di un condominio in via Pio La Torre, nella zona della Cicogna.

La relazione sarebbe rimasta nascosta perché la giovane era la migliore amica di un’altra ragazza che, a sua volta, nutriva un interesse nei confronti del 26enne.

Quando avrebbe saputo dell’arrivo improvviso dell’altra ragazza nello stesso appartamento, Giovanni avrebbe deciso di non farsi trovare, nel tentativo di evitare imbarazzi, discussioni o sofferenze.

Non potendo uscire dall’abitazione senza essere visto, si sarebbe diretto sul terrazzo condominiale, accessibile dagli attici dell’ultimo piano.

Il lucernario ha ceduto sotto i suoi piedi

Una volta sul tetto, il giovane avrebbe cercato di attraversare un ampio lucernario in plexiglas.

La copertura, però, non ha retto il suo peso.

Il materiale si è improvvisamente infranto e Giovanni Luppi è precipitato nel vuoto per decine di metri, finendo sul porticato del palazzo.

L’impatto è stato devastante e i soccorsi del 118, arrivati rapidamente sul posto, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Nessuno, secondo i primi accertamenti, avrebbe assistito direttamente all’istante della caduta. I presenti hanno raccontato di aver sentito soltanto un fortissimo boato.

Il dolore del padre: «Si è messo in pericolo per gli altri»

A raccontare chi fosse Giovanni è il padre Leonardo Luppi, ancora incredulo davanti a quanto accaduto.

«Non ci sono parole per quello che è successo, siamo tutti distrutti», ha spiegato.

L’uomo invita anche alla prudenza sulla dinamica.

«Ho sentito quello che mi hanno riferito i carabinieri, ma chissà davvero come sono andate le cose».

Poi una frase che racchiude il carattere del figlio.

«È sempre stato un birichino. Alla fine si è messo in pericolo per gli altri».

Chi era Giovanni Luppi

Diplomato in Ragioneria, Giovanni aveva sperimentato diversi percorsi lavorativi prima di trovare la sua strada.

Per un periodo aveva lavorato anche nell’azienda di famiglia, la Cartaria Bolognese, fondata e gestita dal padre, ma successivamente aveva scelto un’altra esperienza professionale, trasferendosi alla Berni.

Chi lo conosce lo descrive come un ragazzo solare, disponibile e incapace di cercare lo scontro.

Ora saranno gli accertamenti dei carabinieri e gli eventuali rilievi tecnici sul lucernario a chiarire ogni aspetto della vicenda. Resta il dramma di una vita spezzata in pochi secondi, in quello che, allo stato attuale delle indagini, appare come un tragico incidente nato dal tentativo di evitare che qualcuno potesse soffrire.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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