‘Non pensavo potesse essere pericoloso’
Nel racconto dell’ultimo interrogatorio reso davanti ai procuratori e agli avvocati delle famiglie delle vittime, Jessica Moretti ha chiarito il ruolo del personale del Constellation nella gestione dei famigerati invii di bottiglia, la pratica che ha provocato il rogo durante la notte di Capodanno.
“Sono loro a decidere. A Cyane piaceva fare questi ‘invii di bottiglia’. È un momento festoso. Ci prendono gusto. Dipende dalla loro voglia, se si trattava di clienti che conoscevano”,
ha spiegato l’imprenditrice, riferendosi alla cameriera che, poco dopo, è tragicamente morta nell’incendio.
Jessica ha insistito sul fatto che mai avrebbe proibito il gesto:
“Se avessi pensato al minimo rischio, l’avrei proibito. Per me non c’era alcun rischio. In dieci anni di gestione, non ho mai pensato che potesse esserci un pericolo”.
Le accuse di influenza sui testimoni e la risposta di Jessica
Una settimana dopo il rogo, secondo l’avvocato Nina Fournier, legale di alcune famiglie delle vittime, ci sarebbe stata una riunione tra i dipendenti dei locali dei Moretti per “influenzare le deposizioni dei testimoni”.
Jessica Moretti ha negato categoricamente:
“Non abbiamo riunito assolutamente nessuno. I dipendenti si sono riuniti tra loro”.
L’accusa verteva su un presunto tentativo dei coniugi di manipolare le testimonianze, ma la versione fornita dalla proprietaria mira a scaricare ogni responsabilità sulle dinamiche interne tra i dipendenti.
Il mistero del materiale pirotecnico
Tra le macerie del locale, gli investigatori hanno ritrovato una misteriosa borsa blu contenente tubi lanciarazzi e petardi, repertati dall’Istituto forense di Zurigo.
Sei tubi ‘Thunder King’ e otto petardi ‘LUPO P1’ si aggiungono alle oltre 100 fontane pirotecniche inutilizzate, presumibilmente destinate agli invii di bottiglia con le candele scintillanti.
Jacques e Jessica Moretti hanno negato la proprietà del materiale:
“Penso che siano stati dei clienti che li hanno portati dentro”, ha spiegato Jacques.
Le lacune della videosorveglianza
Le telecamere della polizia comunale di Crans-Montana hanno salvato solo i filmati registrati dal primo gennaio, mentre quelli del 31 dicembre, notte dell’incendio, si cancellano automaticamente.
Il sindaco Nicolas Féraud, coinvolto nelle polemiche successive alla conferenza stampa del 6 gennaio, ha dichiarato:
“Sono colpevole agli occhi di molta gente. Il pubblico ministero stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia e la affronterò. Umanamente, sento il peso della responsabilità”.
Le parole finali di Jessica Moretti
Jessica ha ribadito più volte che la responsabilità della dinamica dei bottiglie inviate era del personale e che mai avrebbe immaginato un rischio. Le sue dichiarazioni cercano di distinguere tra la gestione del locale e gli eventi tragici che ne sono seguiti, mentre le indagini continuano per chiarire ogni aspetto del rogo e del materiale pirotecnico rinvenuto.
La vicenda resta avvolta da dubbi e contraddizioni, con un filo rosso che lega la gestione festosa del Constellation al dramma delle vittime e ai misteri ancora da chiarire.

