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La richiesta di passaporto gli viene negata dopo un anno, l’odissea di un italo brasiliano finisce al Tar

Un’odissea che è iniziata un anno fa e che è approdata davanti ai giudici del Tar del Lazio. Diego Bett, difeso dagli avvocati Francesco Liguori e Valentina Savastano del Foro di Salerno, non immaginava che la richiesta del passaporto si trasformasse in un incubo senza fine. Il 5 aprile del 2018 il ventottenne, nato a Lauro Muller in Brasile ma cittadino italiano a tutti gli effetti, presenta all’amministrazione competente domanda per ottenere il passaporto. Ad un anno dall’istanza, e dopo numerose sollecitazioni, Bet si è visto rigettare l’istanza in seguito ad alcuni rilevi mossi dal Console Generale d’Italia sull’attendibilità della documentazione prodotta in sede di rilascio del titolo di cittadinanza. Inoltre il Consolato ha trasmesso gli atti al Comune di Siracusa per un ulteriore approfondimento sull’iter seguito e i documenti prodotti per il riconoscimento della cittadinanza italiana. Una comunicazione che ha lasciato esterrefatto Diego Bet che si è immediatamente attivato, attraverso legale difensore, con istanza prodotta il 27 giugno 2019 per ottenere le necessarie informazioni in ordine alle gravi risultanze istruttorie emerse.

Dalla richiesta dell’aprile del 2018 ai rilievi del Console sulla cittadinanza

Nello specifico l’italo brasiliano, residente in Neukirchen, ha impugnato il provvedimento di diniego al rilascio del passaporto e presentato ricorso contro il Ministero degli Affari Esteri, il Consolato Generale d’Italia Colonia (Germania), Questura di Siracusa, il Ministero dell’Interno, il Commissariato di Augusta. Nell’articolato ricorso presentato dai legali Francesco Liguori e Valentina Savastano viene evidenziato che, nella fattispecie in esame, il diniego è atto solo apparentemente motivato. “Il provvedimento impugnato si è limitato a ventilare una presunta inattendibilità della documentazione “inficiante l’autenticità delle pratiche relative alla sua (cittadinanza) concessione” prodotta dal ricorrente, non avendo cura di specificare in cosa consista tale inattendibilità. Nel caso di specie, non solo non sono stati allegati gli atti illegittimamente posti alla base del provvedimento di diniego, ma tali atti solo addirittura privi di qualsivoglia identificazione.”

L’articolato ricorso, udienza al Tar del Lazio il 9 settembre

A supporto dell’istanza i legali di Bet hanno fatto riferimento alla normativa vigente in relazione ai casi in cui l’amministrazione può rigettare la richiesta di passaporto. Inoltre viene evidenziato che il ricorrente è legittimato ad ottenere il titolo in quanto è cittadino italiano a tutti gli effetti. “Non risulta attivato, a carico del ricorrente, alcun procedimento di revoca della cittadinanza. Di guisa che l’amministrazione procedente non può esimersi dal rilasciare il titolo di circolazione in assenza di un provvedimento di revoca” – viene rimarcato nel ricorso. Nell’istanza di sospensione presentata dagli avvocati difensori viene rilevato il “grave ed irreparabile danno per il Bet che, in possesso della cittadinanza italiana, ha pienamente diritto a conseguire il passaporto e si vede preclusa la libera circolazione, tutelata, come diritto fondamentale, anche a livello di normazione sovranazionale”. L’istanza cautelare sarà discussa a Roma davanti alla sezione ter del Tribunale Amministrativo del Lazio il 9 settembre 2019 alle 9:45.

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