Lo sceriffo Domenico Lanza alla Vita in diretta: ‘A Daniela volevo bene‘
Il ritrovamento di resti umani in un casolare abbandonato nella frazione di Vitriola, nel comune di Montefiorino (Modena), ha riacceso con forza uno dei casi più inquietanti degli ultimi mesi: la scomparsa di Daniela Ruggi, 32 anni, di cui si sono perse le tracce nel settembre 2024. A rendere ancora più angosciante la scoperta è un dettaglio preciso: accanto ai resti ossei è stato rinvenuto un capo di intimo femminile. Un particolare che, per gli inquirenti, potrebbe rivelarsi decisivo.
Dopo la scoperta, avvenuta il 1° gennaio grazie a due escursionisti, è tornato a parlare in televisione Domenico Lanza, soprannominato lo “sceriffo”, figura centrale e controversa dell’inchiesta. Ospite de La Vita in Diretta nella puntata del 6 gennaio, Lanza si è lasciato andare a uno sfogo carico di rabbia, dolore e accuse.
Il ritrovamento: ossa e un indumento che inquieta
Il casolare di Vitriola è una struttura isolata, diroccata, immersa in una zona boschiva. Proprio lì, due escursionisti hanno notato resti che hanno subito segnalato alle autorità. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la scientifica.
Il punto più inquietante dell’intera vicenda resta la presenza di biancheria intima femminile accanto alle ossa. Un elemento che rafforza il timore che i resti possano appartenere proprio a Daniela Ruggi. Al momento, l’unica risposta definitiva potrà arrivare dalle analisi del DNA, attese con crescente tensione.
Lo sfogo in diretta: “Spero non sia Daniela, ma tutte le strade portano lì”
In collegamento con La Vita in Diretta, Domenico Lanza non ha nascosto il suo turbamento:
“Spero che i resti non siano di Daniela Ruggi, ma purtroppo tutte le strade portano lì. Gli indumenti, il luogo del ritrovamento…”
Parole che raccontano un uomo provato, ma anche consapevole della gravità del momento. Lanza ha più volte sottolineato come, a suo avviso, ci siano elementi che fanno temere il peggio, pur dichiarando di aggrapparsi alla speranza che l’identificazione non confermi quelle paure.
Chi è Domenico Lanza e perché è sotto i riflettori
Domenico Lanza è diventato un personaggio noto al grande pubblico nei mesi scorsi. Soprannominato lo “sceriffo” per la sua passione per le armi, era stato arrestato il 5 dicembre 2024 dopo una perquisizione dei carabinieri nella sua abitazione di San Martino di Polinago.
L’operazione era scattata dopo un episodio che aveva fatto discutere: in diretta televisiva, Lanza aveva mostrato biancheria di Daniela Ruggi.
“I resti potrebbero essere stati portati lì dopo”
Durante l’intervista, Lanza ha espresso anche dubbi sul momento del ritrovamento:
“È strano che questi resti siano spuntati ora. Può darsi che siano stati portati in un secondo momento.”
Ha poi aggiunto di conoscere lo stile di abbigliamento di Daniela, ma di non sapere esattamente cosa sia stato trovato nel casolare:
“So come vestiva, ma non so neanche cosa hanno trovato in quel posto diroccato.”
“Io a Daniela volevo bene”
Uno dei passaggi più emotivi riguarda il rapporto con la donna scomparsa:
“Io a Daniela volevo bene. Quando la frequentavo la portavo a mangiare, ma non andavo in giro per i boschi.”
Lanza si dice ferito dal modo in cui è stato trattato dagli investigatori:
“Mi fa male che gli inquirenti abbiano trovato in me il capro espiatorio, mentre bisognava cercare Daniela.”
Casa e auto sotto sequestro: “Sono stato portato via come un criminale”
Lanza ha raccontato anche le conseguenze pratiche dell’inchiesta sulla sua vita:
“Ora sono in una casa in affitto grazie al parroco, perché la mia abitazione e l’auto sono ancora sotto sequestro.”
Un dettaglio che ha colpito il pubblico riguarda il sequestro dell’apparecchio acustico, che si trovava nell’auto:
“Mi hanno sequestrato anche quello. Mi hanno preso e portato via come l’ultimo dei criminali.”
L’attesa del DNA e la rabbia per i tempi
Al centro dello sfogo, la lentezza delle indagini:
“Spero che le analisi del DNA siano rapide e non ci mettano tutto questo tempo come è successo finora. Qui non si muove nulla. Quando si muoveranno?”
Una frase che riflette l’esasperazione di una vicenda che, a mesi dalla scomparsa, non ha ancora dato risposte definitive.
Le parole sulla famiglia di Daniela
Infine, Lanza si è soffermato sulla famiglia di Daniela Ruggi:
“Io mi sarei comportato in un altro modo. Daniela mi parlava di alcuni problemi, ma loro non mi hanno mai contattato.”
Un’affermazione che apre nuovi interrogativi su rapporti, silenzi e possibili fratture nel contesto personale della donna.
Un caso ancora avvolto nel mistero
Ora tutto è nelle mani della scienza e degli inquirenti. Le analisi del DNA stabiliranno se quei resti appartengono davvero a Daniela Ruggi. Fino ad allora, il caso resta sospeso tra dolore, sospetti e accuse incrociate.
Una sola certezza emerge: qualunque sia la verità, segnerà per sempre questa comunità.

