Crolli nelle Filippini per il violento terremoto di magnitudo 3.8Crolli nelle Filippini per il violento terremoto di magnitudo 3.8

Edifici collassati, persone in fuga e allerta tsunami in diversi Paesi del Pacifico dopo il violento sisma che ha colpito Mindanao

È di almeno un morto e quattro feriti il primo bilancio del violento terremoto che ha colpito le Filippine meridionali nella mattinata di lunedì 8 giugno. La scossa, registrata con una magnitudo di 7.8, ha provocato il crollo di edifici e abitazioni, facendo scattare immediatamente le operazioni di emergenza nelle aree più colpite.

Mentre i soccorritori continuano a lavorare tra macerie e strutture danneggiate, sui social network stanno circolando numerosi video che mostrano il momento del sisma e le sue conseguenze. Le immagini raccontano scene di forte paura: persone che abbandonano edifici correndo in strada, attività commerciali evacuate in pochi secondi e costruzioni che riportano gravi danni strutturali.

Crolli e paura: le immagini che stanno facendo il giro del web

Le riprese condivise online mostrano la violenza della scossa che ha colpito la regione di Mindanao.

In diversi filmati si vedono palazzi oscillare vistosamente, mentre cittadini e lavoratori cercano riparo all’aperto. Altri video documentano crolli parziali di edifici e il caos nelle aree urbane immediatamente dopo il terremoto.

Le autorità invitano comunque alla prudenza nella diffusione dei contenuti, poiché alcune immagini potrebbero non essere ancora state verificate ufficialmente.

Nel frattempo la polizia locale ha confermato che numerose strutture sono state danneggiate.

“Molti edifici sono stati colpiti”, ha dichiarato il sergente maggiore Robert Dagon della polizia di General Santos City, spiegando che diverse costruzioni e abitazioni sono crollate.

Il presidente Marcos mobilita l’emergenza nazionale

Di fronte alla gravità della situazione, il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha ordinato l’immediata mobilitazione delle principali agenzie governative.

L’Office of Civil Defense e il National Disaster Risk Reduction and Management Council stanno coordinando le attività di monitoraggio e assistenza nelle zone interessate dal terremoto.

Il governo ha inoltre disposto il posizionamento di beni di prima necessità e l’attivazione dei centri di evacuazione destinati alla popolazione coinvolta.

Particolare attenzione viene riservata alle infrastrutture critiche. Squadre tecniche sono già al lavoro per verificare eventuali danni a ponti, strade e collegamenti strategici necessari per i soccorsi.

Scuole chiuse e allerta tsunami

Tra le prime misure adottate dalle autorità c’è anche la sospensione delle lezioni nelle aree colpite di Mindanao.

“La sicurezza dei nostri bambini viene prima di tutto”, ha dichiarato il presidente filippino annunciando la chiusura delle scuole fino a nuovo avviso.

L’aspetto che continua a preoccupare maggiormente resta però il rischio tsunami.

Le autorità filippine hanno invitato i residenti delle zone costiere a spostarsi immediatamente verso aree più elevate.

“Non aspettate. La vostra vita è più importante di qualsiasi cosa lasciata indietro”, è stato l’appello lanciato dal capo dello Stato.

Allerta anche in Indonesia e Giappone

Le conseguenze del terremoto non riguardano soltanto le Filippine.

L’Indonesia ha disposto evacuazioni preventive nelle aree settentrionali del Paese, mentre il Giappone ha emesso un’allerta tsunami lungo ampi tratti della costa che si affaccia sull’Oceano Pacifico.

Le autorità dei diversi Paesi stanno monitorando costantemente l’evoluzione della situazione per verificare l’eventuale formazione di onde anomale.

Un’area tra le più esposte ai terremoti del pianeta

Le Filippine si trovano all’interno della cosiddetta “Cintura di Fuoco del Pacifico”, una delle zone geologicamente più attive del mondo.

Proprio per questa ragione terremoti di forte intensità rappresentano una minaccia costante per milioni di persone.

Nelle prossime ore il bilancio delle vittime e dei danni potrebbe purtroppo aggravarsi, mentre i soccorritori continuano a scavare nelle aree più colpite alla ricerca di eventuali dispersi e di persone rimaste intrappolate sotto le macerie.

Di Giuseppe D'Alto

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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