Mario RoggeroMario Roggero

La lettera dal carcere a Fuori dal Coro: «È stato devastante, soprattutto fisicamente»

«Entrare in carcere a oltre 72 anni, dopo una vita lavorativa intensa e onesta durata oltre mezzo secolo, è stato per me molto devastante, sia a livello psicologico che soprattutto fisico». Comincia così la lettera con cui Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per la sparatoria avvenuta nella sua attività nel 2021, racconta i primi mesi di detenzione.

Le sue parole saranno lette nella puntata di questa sera di Fuori dal Coro, il programma condotto da Mario Giordano in prima serata su Retequattro. Un messaggio nel quale l’uomo descrive l’impatto della reclusione, ringrazia le persone che gli hanno manifestato solidarietà e accenna alle riflessioni maturate da quando si trova in carcere.

Roggero è detenuto nel carcere di Bollate, a Milano, dove si trova da quasi tre mesi. Nella lettera spiega di essersi ritrovato improvvisamente in un ambiente lontano dalla vita che aveva condotto fino a quel momento.

«Essere comunque relegato fra quattro mura mi ha fatto conoscere una realtà composta da persone a me completamente sconosciute», scrive il gioielliere, descrivendo il cambiamento radicale imposto dalla detenzione.

La condanna per la sparatoria nella gioielleria di Grinzane Cavour

La vicenda giudiziaria di Roggero risale al 2021, quando tre uomini entrarono nella sua gioielleria di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, per compiere una rapina. Durante i fatti, il commerciante sparò contro i rapinatori, uccidendone due e ferendone un terzo.

Il caso suscitò un ampio dibattito pubblico sulla legittima difesa, sulla reazione a un’aggressione e sui limiti entro i quali è consentito ricorrere alla forza per proteggere sé stessi e i propri beni.

La vicenda si è conclusa sul piano giudiziario con una condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione. Roggero si trova ora in carcere per scontare la pena.

Nella lettera anticipata dalla trasmissione non entra nel dettaglio degli aspetti giuridici della sentenza, ma racconta come la detenzione lo abbia costretto a ripensare agli eventi che hanno segnato la sua vita.

«Sto cogliendo aspetti nuovi e impensabili»: le riflessioni sulla detenzione

Tra i passaggi più significativi del messaggio c’è quello in cui Roggero parla del tempo trascorso in carcere come di un’occasione di riflessione, per quanto imposta dalle circostanze.

«Ho avuto modo, forzatamente, di riflettere sui fatti avvenuti e sto cogliendo aspetti del tutto nuovi e impensabili, che sto approfondendo a poco a poco», scrive.

È un passaggio che lascia aperta la questione di quali siano gli aspetti ai quali si riferisce. Il gioielliere non li specifica nella lettera, limitandosi a spiegare di stare maturando nuove considerazioni sulla vicenda.

Il testo, dunque, non contiene una ricostruzione dettagliata dei fatti né una nuova dichiarazione sulle responsabilità per la sparatoria. È soprattutto il racconto dell’impatto personale della detenzione e del cambiamento intervenuto nella sua quotidianità.

Il ringraziamento ai sostenitori: «Mi sono stati e mi stanno vicino»

Nella parte conclusiva, Roggero rivolge un messaggio alle persone che continuano a manifestargli vicinanza.

«Voglio ora abbracciare virtualmente e ringraziare i milioni di italiani che mi sono stati e mi stanno vicino con il loro affetto e non solo», scrive, prima di concludere con un saluto.

Il riferimento alla solidarietà ricevuta rappresenta uno degli elementi centrali della lettera, insieme al racconto delle difficoltà incontrate durante i primi mesi di reclusione.

Roggero ringrazia Mario Giordano per l’opportunità di far arrivare il suo messaggio al pubblico e anticipa che potrebbe tornare a parlare della propria esperienza in futuro: «Non voglio dilungarmi e ci sentiremo comunque più avanti».

L’appuntamento con Mario Giordano su Retequattro

La lettera sarà letta a Fuori dal Coro, il programma di approfondimento condotto da Mario Giordano. L’intervento consentirà al pubblico di ascoltare direttamente le parole che il gioielliere ha affidato alla trasmissione dal carcere di Bollate.

Il messaggio arriva dopo una vicenda che ha diviso l’opinione pubblica e che, a distanza di anni dalla sparatoria, continua a suscitare attenzione. Questa volta il centro del racconto non è la dinamica della rapina, ma la vita quotidiana dietro le sbarre e le riflessioni che Roggero dice di stare maturando durante la detenzione.

Le sue parole restituiscono il punto di vista personale di un uomo che affronta una nuova fase della propria vita dopo la conclusione del procedimento giudiziario. Per conoscere eventuali ulteriori dettagli sulle sue riflessioni bisognerà attendere che sia lui stesso a renderli pubblici.

Di Redazione

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