Salim Elkoudri si è avvalso della facoltà di non rispondereSalim Elkoudri si è avvalso della facoltà di non rispondere

Salim El Koudri resta in silenzio davanti ai magistrati, mentre dagli accertamenti spunta un dettaglio sui profili social rimossi

Proseguono senza sosta le indagini sulla drammatica giornata di terrore vissuta nel centro di Modena, dove il 31enne Salim El Koudri ha travolto diversi pedoni con l’auto prima di scendere armato di coltello.

Nelle ultime ore gli investigatori hanno concentrato l’attenzione sul telefono cellulare e sui dispositivi elettronici sequestrati all’uomo. Ed è proprio da lì che starebbe emergendo un elemento considerato importante dagli inquirenti.

Secondo quanto trapela da fonti investigative, nei device analizzati non sarebbero state trovate tracce di radicalizzazione o contenuti riconducibili all’estremismo.

Il silenzio davanti ai magistrati

Nel corso dell’interrogatorio davanti al procuratore Luca Masini e al pm di turno, Salim El Koudri si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il 31enne, residente a Ravarino e originario della provincia di Bergamo, si trova ora fermato con le accuse di strage e lesioni aggravate.

L’avvocato d’ufficio Francesco Cottafava ha spiegato di non aver ancora potuto visionare gli atti dell’inchiesta.

Intanto gli investigatori continuano a scavare nella vita dell’uomo per capire cosa possa aver provocato l’improvvisa esplosione di violenza nel cuore della città.

La pista psichiatrica resta quella principale

A prendere posizione è stato anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, arrivato a Modena dopo la tragedia.

“La componente psichiatrica è storicamente molto evidente”, ha dichiarato il ministro, sottolineando però che questo “non cambia la tragicità di quanto accaduto”.

Piantedosi ha poi rassicurato sul fronte terrorismo:

“Non c’era nulla che ci fosse sfuggito dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo”.

Secondo le informazioni emerse finora, Meta avrebbe rimosso in passato alcuni profili social dell’uomo non per contenuti estremisti ma per violazioni delle policy legate a post di natura sessuale.

Il racconto dell’uomo che lo ha fermato

Tra le immagini che hanno colpito di più c’è quella di Luca Signorelli, il cittadino che insieme ad altri passanti ha inseguito e bloccato El Koudri nonostante il coltello.

L’uomo, ancora ferito dopo la colluttazione, ha raccontato di aver rivissuto scene da guerra:

“Sembrava Beirut, sembrava Gaza”.

Signorelli ha spiegato di essersi trovato faccia a faccia con il 31enne armato:

“Mi ha tirato un colpo al cuore. Ho rischiato la vita”.

Nelle stesse ore ha ricevuto la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni.

L’incontro con Mattarella e Meloni

“Mattarella mi ha detto che ho fatto un gesto eroico”, ha raccontato commosso. Il Capo dello Stato e la presidente del consiglio ha incontrato l’equipe di medici che ha in cura i feriti: ”Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente. Siamo consapevoli di ciò che fate ogni giorno” – ha affermato Mattarella.

“Abbiamo avuto paura solo di Dio”

Tra coloro che hanno contribuito a fermare l’aggressore ci sono anche Osama Shalaby e il figlio Mohammed, padre e figlio egiziani residenti da anni in Italia.

“Non abbiamo avuto paura”, hanno raccontato ai giornalisti davanti all’ospedale.

Il loro intervento, insieme a quello di altri cittadini, ha probabilmente evitato conseguenze ancora più gravi in una delle giornate più drammatiche vissute recentemente dal centro di Modena.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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