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Franco Migliacci è volato Nel blu dipinto di blu, addio al paroliere dei capolavori: il ricordo di Morandi

Ha scritto un indelebile pezzo di storia della musica italiana. É deceduto dopo una lunga malattia a Roma all’età di 92 anni Franco Migliacci, paroliere e autore, che ha dato vita al brano Nel blu dipinto di blu, l’inno della rinascita del Bel Paese nel secondo dopoguerra interpretato da Domenico Modugno e divenuto famoso in tutto il mondo.

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A darne la notizia, il direttore del Tg5 Clemente Mimun attraverso i social. “Franco Migliacci – scrive – paroliere di alcune tra le piu’ belle canzoni italiane, produttore discografico, editore musicale e talent scout, si è’ spento a 92 anni in una clinica romana. Accanto a lui, fino alla fine, la sua famiglia”.

Negli anni ’60 Migliacci scrive per Mina, Milva, Gianni Meccia (del quale è anche scopritore e produttore), Fred Bongusto, Rita Pavone, Giancarlo Guardabassi e Patty Pravo, ma i successi più grandi arrivano con Gianni Morandi, per il quale scrive i più grandi successi.  “Sono profondamente commosso dalla scomparsa di Franco Migliacci. Ci eravamo sentiti anche poco tempo fa e con lui se ne va una persona che ho avuto la fortuna di incontrare e che ha cambiato completamente la mia vita e la mia carriera” – ha riferito l’eterno ragazzo della musica italiana.

“Ha scritto per me i brani più importanti della mia carriera: da Fatti mandare dalla mamma , a C’era un ragazzo, In ginocchio da te fino a La Fisarmonica e tanti altri”.  

Commosso Gianni Morandi: ‘Ha cambiato completamente la mia carriera’

Negli anni Settanta scrive per Nada Il cuore è uno zingaro (che vincerà in coppia con Nicola di Bari il Festival di Sanremo 1971) e Ma che freddo fa. Nel 1971 ottiene un nuovo successo scrivendo il testo di Che sarà, canzone composta da Jimmy Fontana, dedicata alla città di Cortona (paese toscano da cui proviene la famiglia), e interpretata da José Feliciano e dai Ricchi e Poveri, seconda classificata nel Festival di Sanremo 1971.

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Migliacci ha prodotto il primo Lp di Renato Zero “No! Mamma, no!” (1973) e ha scritto il musical “Jacopone” da Todi per Gianni Morandi. Insieme all’artista bolognese fondò le edizioni musicali Mimo e la casa discografica MiMo: il nome deriva appunto dalle iniziali dei cognomi di Migliacci e Morandi. Negli anni Ottanta Migliacci scrive per Eduardo De Crescenzo i testi dei suoi primi due album e del brano Ancora che verrà portato al successo in Europa da Charles Aznavour. Ha scritto E va, e va, la canzone più famosa interpretata da Alberto Sordi.

Ha scritto per Mina, Milva e Patty Pravo, ha portato al successo De Crescenzo e Scialpi e firmato iconici brani di cartoni animati

Sempre negli anni Ottanta produce Scialpi portandolo al successo con Rocking Rolling (vincitore del Festivalbar del 1983) e Pregherei (vincitore del Festivalbar del 1988, in coppia con Scarlett von Wollenmann). Firma anche le sigle di cartoni animati come Daltanious, Heidi, Le nuove avventure di Lupin III e Mazinga.

Nel 1985 scrive Uno su mille per Gianni Morandi che ritroverà un grande rilancio grazie anche ad un testo che sembra dipingere alla perfezione un momento della vita e stati d’animo vissuti dal cantante. Nel 1994 collabora alla realizzazione dell’album d’esordio di Ambra Angiolini “T’appartengo”.

Redazione
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Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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