Murian Dalipaj ucciso a CremonaMurian Dalipaj ucciso a Cremona

Omicidio nel Cremonese: il giovane è stato colpito mortalmente alla gola durante una violenta colluttazione, fermato Mattia Miraglia

Una discussione iniziata davanti a un bar e terminata meno di un’ora dopo con un omicidio. È la ricostruzione su cui stanno lavorando i carabinieri per fare luce sulla morte di Murian Dalipaj, il 24enne di origine albanese residente a Cremona, ucciso a coltellate nella notte tra domenica e lunedì a Vescovato, in provincia di Cremona.

Per il delitto è stato sottoposto a fermo un 32enne italiano, l’incensurato Mattia Miraglia, attualmente ricoverato e piantonato in ospedale perché rimasto ferito durante la colluttazione. Nell’aggressione è rimasto gravemente ferito anche il fratello della vittima, colpito da un fendente all’addome.

La lite davanti al bar e il secondo incontro sotto casa

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, tutto sarebbe iniziato poco prima delle 23, in un bar di Cremona dove lavora l’ex fidanzata del 32enne.

La donna stava parlando con Murian Dalipaj, descritto come un suo amico di lunga data, quando il 32enne si sarebbe presentato nel locale chiedendo al giovane di seguirlo all’esterno.

I due avrebbero avuto un acceso confronto, degenerato in uno scambio di pugni. La lite, però, si sarebbe conclusa senza conseguenze immediate grazie all’intervento di alcune persone presenti.

Il 32enne sarebbe quindi tornato nella propria abitazione di Vescovato, mentre il 24enne avrebbe chiamato i due fratelli.

La resa dei conti finisce in tragedia

Poco prima di mezzanotte i tre fratelli avrebbero raggiunto l’abitazione del 32enne Mattia Miraglia con l’intenzione di chiarire definitivamente quanto accaduto.

Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, l’uomo sarebbe sceso in strada con un coltello da cucina, invitandoli ad allontanarsi.

Da quel momento la situazione sarebbe rapidamente degenerata.

Nel corso della colluttazione il 32enne avrebbe colpito Murian Dalipaj con un fendente alla gola e il fratello con una coltellata all’addome. Anche lui avrebbe riportato una ferita alla mano sinistra.

La corsa in ospedale e la morte del 24enne

Dopo l’aggressione, i tre fratelli si sarebbero allontanati in auto dirigendosi verso l’ospedale Maggiore di Cremona.

Per Murian Dalipaj, però, le ferite erano troppo gravi. Il giovane è morto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.

Il fratello, ricoverato per una profonda ferita all’addome, è stato sottoposto a intervento chirurgico. Le sue condizioni sono serie, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Nel frattempo il 32enne è stato accompagnato in ambulanza nello stesso ospedale per la ferita riportata durante la colluttazione.

Il movente: al centro una vicenda sentimentale

Le indagini si stanno concentrando sul contesto in cui è maturato il delitto.

Secondo i primi elementi raccolti dai carabinieri, alla base della violenta escalation ci sarebbero motivi passionali, legati a una precedente relazione tra il 32enne e la compagna del giovane ucciso.

Gli investigatori stanno verificando se il litigio scoppiato nel bar fosse già collegato a questa vicenda e quale sia stato il ruolo dei protagonisti nelle fasi successive.

Il fermo e le indagini dei carabinieri

I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cremona, insieme ai carabinieri della stazione di Vescovato e del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno ricostruito le varie fasi della serata grazie alle testimonianze raccolte e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Durante la perquisizione nell’abitazione del 32enne è stato inoltre sequestrato il coltello da cucina ritenuto compatibile con quello utilizzato nell’aggressione.

Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato sottoposto a fermo con le accuse di omicidio e tentato omicidio. Resta ricoverato in ospedale, piantonato dai carabinieri.

L’inchiesta prosegue per chiarire ogni dettaglio della dinamica e stabilire con precisione come si sia arrivati alla tragedia costata la vita a Murian Dalipaj, un giovane di appena 24 anni.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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