L’uomo, 38 anni, è accusato di aver sottoposto il figlio di appena sei mesi a un gesto che si è rivelato fatale
Quello che, secondo il suo stesso racconto agli investigatori, avrebbe considerato uno “scherzo” si è trasformato in una tragedia. Un uomo di 38 anni della Florida, James Westervelt III, è stato incriminato per omicidio di primo grado dopo la morte del figlio di appena sei mesi, deceduto nel 2024 in seguito alle gravissime lesioni riportate quando era ancora un neonato.
Secondo l’accusa, il padre avrebbe utilizzato un soffiatore per foglie sul bambino di appena due mesi, dichiarando successivamente agli investigatori di averlo fatto perché “pensava fosse divertente”. L’inchiesta, però, avrebbe portato alla luce anche ulteriori elementi che hanno aggravato la sua posizione.
Il neonato ricoverato in terapia intensiva e morto dopo atroci sofferenze
La vicenda risale all’agosto 2024, quando i soccorritori intervennero in un’abitazione della contea di Marion, in Florida, dopo la segnalazione di un neonato privo di sensi.
Il piccolo, che aveva sei mesi, fu trasportato d’urgenza in ospedale e ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Nonostante i tentativi dei medici di salvarlo, morì pochi giorni dopo.
Secondo gli accertamenti medico-legali, il decesso è stato attribuito a un grave trauma cranico compatibile con violenze subite dal bambino. Alcune fonti parlano di lesioni riconducibili alla cosiddetta sindrome del bambino scosso, mentre altre indicano un trauma contusivo provocato dai violenti sobbalzi subiti dal neonato. Saranno gli atti processuali a definire con precisione il quadro medico.
“L’ho fatto perché mi sembrava divertente”
Durante le indagini, secondo quanto riportato dai media statunitensi, James Westervelt avrebbe ammesso di aver utilizzato un soffiatore per foglie sul figlio quando il bambino aveva appena sei mesi.
Agli investigatori avrebbe spiegato di aver compiuto quel gesto perché lo riteneva divertente.
Gli inquirenti sostengono inoltre di aver recuperato un video che mostrerebbe il 38enne mentre punta il soffiatore verso il volto del neonato quando era ancora più piccolo.
Questi elementi hanno contribuito all’aggravamento delle accuse formulate nei suoi confronti.
Dalle accuse di maltrattamenti all’incriminazione per omicidio
In un primo momento il padre era stato perseguito per maltrattamenti su minori.
Con il proseguimento delle indagini e dopo gli approfondimenti medico-legali, la Procura della contea di Marion ha deciso di contestargli il reato di omicidio di primo grado, formalizzando l’incriminazione nei giorni scorsi.
L’uomo si trova attualmente detenuto e dovrà comparire nuovamente davanti al giudice nel mese di settembre.
Anche altre accuse per droga
Dai documenti giudiziari emerge inoltre che Westervelt era già stato arrestato nei mesi scorsi anche per possesso di metanfetamina e di materiale destinato al consumo di sostanze stupefacenti.
Per queste accuse è prevista un’ulteriore udienza nelle prossime settimane.
Al momento né il suo avvocato né l’Ufficio dello Sceriffo della contea di Marion hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda.
Un caso che scuote gli Stati Uniti
La storia ha suscitato profonda indignazione negli Stati Uniti per la gravità delle accuse e per la giovane età della vittima.
Sarà ora il processo a stabilire le responsabilità del 38enne, mentre l’accusa sostiene che il comportamento del padre abbia provocato le lesioni mortali che hanno portato al decesso del bambino dopo giorni di sofferenza.

